di Mara Turani

Nella “società del rifiuto” dove anche le #mense scolastiche hanno un posto in prima fila, lo smaltimento non è spesso collegato con lo spreco, tant’è che si sprecano cibi in abbondanza non sapendo poi come smaltirli in maniera utile. Collegando le due parole con una terza di raccordo, “l’etica” per l’appunto, potremmo avere la soluzione al problema: uno smaltimento etico che rientra in quella che si chiama “economia circolare”. A detta di tante maestre e delle mamme che collaborano direttamente con il mondo scuola, lo spreco nelle mense è uno dei problemi più irrisolti. Le domande da porre potrebbero essere due: perché il cibo viene buttato e perché viene poi cestinato e basta? La prima è strettamente collegata al fattore “qualità” e alla “proposta intelligente” che si misura spesso con qualità discutibile e scelta poco allettante. La seconda invece si collega ad un discorso più ampio di “usi e costumi” da cambiare, dove entra in gioco l’etica, l’ambiente e tutte quelle nuove misure proponibili per rendere migliore il nostro futuro. In sostanza se riusciamo a dare più qualità e scelta, educando i nostri bimbi ad azioni etiche e sostenibili per l’ambiente, il gioco è fatto. Finora si è riusciti solo a raccontarlo, ad immaginarlo possibile, ma è arrivato il momento che Pordenone cambi il passo e rilanci un atteggiamento più attivo per re-inventare una mensa a misura di bimbo/ragazzo dove anche “gli addetti ai lavori” si sentano i pionieri di un cambiamento importante. Il rifiuto potrebbe, come nel caso sentimentale ricordato da un noto proverbio, diventare il portone spalancato dopo la porta chiusa. Un’occasione da non perdere, insomma dove il M5S sarà propositivo al massimo.