Scuola digitale ed approcci informali

Scuola digitale ed approcci informali

  • Post published:18 Marzo 2020

Di Mara Turani – Portavoce Movimento 5 Stelle Consiglio Comunale

E’ disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, la nota inviata alle scuole con le prime indicazioni per la didattica a distanza, con i chiarimenti e il supporto necessari in queste difficili settimane.

Combattere l’isolamento, la demotivazione e mantenere viva la comunità scuola sono alcuni tra gli obiettivi principali, che vede il Governo fronteggiare l’emergenza coronavirus anche dal punto di vista “scolastico”, impegnandosi nella sfida delle tecnologie a servizio della scuola.

E’ la prima vera sfida del Ministero dell’Istruzione, che mai si era trovato a fronteggiare un simile problema, con il gravoso impegno di attrezzare anche i docenti nelle esperienze del digitale. Si è scelta la via “informale”, la via del “sorriso”, forse anche per rendere meno difficile il passaggio forzato e complesso per tutti.

Un “merito” tutto digitale che il M5S si può tranquillamente prendere, visto le competenze acquisite con largo anticipo, con la piattaforma Rousseau, l’e-learning e la potenza del famoso click, che l’Italia oggi pare scoprire (ma dai?) ed apprezzare.

Niente! Si è voluto polemizzare anche lì, sulla forma e sulla non-sostanza del messaggio del Ministro Azzolina. Non si dà merito alcuno, come da copione, trito e ritrito. Bravi tutti a sparlare, come da Manuale delle Marmotte, capitolo: troviamo i legnetti nella Foresta dell’Amazzonia.

Allora, desidero rinfrescar le menti ad alcuni che, la riforma Gelmini (governo Berlusconi) con infinita “istituzionalità” e “ritualità”, con garbo formalissimo, tra il 2008 e il 2012 partorì ben 10 miliardi e 500 milioni di tagli alla SCUOLA + 1,3 miliardi di Euro di tagli all’UNIVERSITA’, con 100 mila cattedre in meno. La Scuola Pubblica si vide messa all’angolo, con garbo del tutto sostanziale e con il plauso della Privata; sia la riforma Moratti prima, Gelmini poi, indirizzarono la Scuola a “ridurre gli interventi dello Stato nelle politiche sulla formazione, adattandola al mondo del lavoro, su modello domandista e personalista”. Vere e proprie picconate che, come nella Sanità Pubblica, videro nella parola RIDUZIONE la panacea di tutti i mali.Finiamola, dunque, di ridicolizzare chi sta impegnandosi per il futuro dei nostri ragazzi e le modalità di approccio usate che, al contrario di noi antichi, LORO hanno perfettamente capito!Il tempo della rivoluzione è già in corso: ce lo dice un virus, che pare abbia messo a dura prova i governi di tutto il mondo (inghiottendoseli) e che ci IMPONE scelte e metodi diversi.

Il rischio che si corre, nei casi di bla bla sciolto, è di sentirsi pronunciare, senza rendersene conto, la fatidica frase “ai miei tempi” che, sostanzialmente, ci catapulta nell’ Era Mesozoica senza nemmeno il bisogno di un… click.