di Mara Turani

Il Referendum è passato ed è stato come un uragano: ha sancito in maniera chiara e netta il No alla Riforma Costituzionale voluta da Matteo Renzi, con la Boschi, Verdini e con il pieno sostegno in Friuli della nostra Presidente Debora Serracchiani. E visto che il Governo è caduto, mi sembra abbastanza verosimile che chi lo sostenesse così fortemente debba prenderne atto, con un minimo di coerenza politica: dimissioni in segno di “solidarietà”, la stessa dimostrata con tanta cura nell’affermare tutte quelle misure utili solo a ri-centralizzare il potere per toglierlo alla nostra Regione. La “scoppola” referendum parla molto chiaro: i giovani (soprattutto) hanno bocciato non soltanto una riforma, ma il metodo Renzi, così come in Regione ci sono chiari ed evidenti segnali di un fallimento targato PD (anche le amministrative lo hanno ribadito) che porta a credere “indispensabile” un cambio di rotta e soprattutto di programmi. La signora Serracchiani dovrà farsene una ragione, prima o poi. E se non si vuole dar retta ai cittadini, inutile indire referendum costosi, farciti di letterine. Se non si vuole digerire i risultati proseguendo ad oltranza, si rischia di essere percepiti come uomini-di o donne-di, delegittimati dal popolo, messi ad hoc nei punti strategici per portare a termine un “compito” che ha molti risvolti economici (per pochi), più che politici. Anche Terminator, nel film storico, non portò a termine il proprio obiettivo perché sconfitto dagli umani… che fossero anche loro populisti? Di sicuro, oggi, il Friuli Venezia Giulia ha bocciato le UTI, orfane di un perché regolamentato, la Buona Scuola con i professori a timer, il lavoro impoverito dai Voucher, la Sanità Pubblica indebolita dalla riforma. E’ questo il “sottointeso” che aleggia cupo sul nostro cielo e che farebbe riflettere anche Terminator, se potesse! #serracchianidimettiti.