di Mara Turani

La Senis Hospes, colosso che gestisce l’accoglienza immigrati nel nostro Paese e senza il quale le Prefetture di mezza Italia sarebbero in tilt, ha vinto la gara per la gestione alla caserma Monti dell’HUB che, solo pochi mesi fa avevamo visitato tutti assieme, maggioranza e opposizioni, decretando un buon voto alla CRI, con tanto di foto ricordo alla fine del tour.

 

Tutto inutile dunque, perché la Croce Rossa (arrivata seconda alla gara) cederà il passo alla nuova Cooperativa Sociale che, stando alle cronache e ai verbali, non brilla per trasparenza (frode in pubbliche forniture fu il reato contestato a 4 imprenditori del business profughi, tra i quali Camillo Aceto, Presidente della Senis Hospes, Società Cooperativa Sociale. Della pesante condanna in primo grado ci fu anche un’interrogazione parlamentare sull’affare CARA di Mineo, presentata il 15/12/2015 da diversi senatori del M5S, affare collegato alla Senis).
Il M5S di Pordenone innanzitutto ritiene fondamentale che chi gestisce l’Hub debba, a nostro avviso, almeno conoscere il territorio sul quale opera (e la Senis Hospes ha sede in Basilicata), chiede inoltre con fermezza che venga rispettato il numero massimo degli “accolti” stabiliti per il nostro territorio.
Scavalcare la Croce Rossa Italiana, non è cosa semplice ed, essa stessa, chiede chiarezza su una bando che ha tutta l’aria di assumere connotati all’italiana.
Ultima domanda: dovremo quindi rivisitare l’HUB, o i fattori invertiti non cambieranno il risultato?