di Samuele Stefanoni

La vittoria del centrodestra a Monfalcone chiude una tornata elettorale disastrosa per il PD, partito in evidente crisi di identità aggravato da scelte politiche scellerate a livello locale, regionale e nazionale. La riforma delle UTI, ufficialmente attiva al prossimo 1 gennaio, è ancora una scatola vuota al quale esistono tutt’oggi problemi irrisolti e un braccio di ferro tra regione e comuni “dissidenti” per accaparrarsi i fondi. L’evidenza di una riforma mal fatta sta proprio qui: nella necessità di utilizzare il peso politico, il consenso e il compromesso per ottenere ciò che di diritto spetterebbe ad un ente locale.
Nel frattempo la regione, in primis il nostro vice presidente Bolzonello, gira i saloni italiani promuovendo il kebab furlan, vera e propria innovazione Made in Friuli, salvo poi ammettere durante il Salone della Media Impresa (tenutosi il 9/10 settembre scorso a Villa Cattaneo) che la regione non è in grado di fare da tramite per le aziende che desiderano internazionalizzare i loro marchi. Più che una considerazione politica, è una ammissione di incapacità.
Per continuare sul tema dell’inquinamento delle acque, di cui la regione è l’unica vera responsabile, per aver taciuto per più di un anno alle amministrazioni e ai cittadini i rischi dovuti alla presenza di metaboliti dell’atrazina nelle nostre falde acquifere.
L’ultima tegola è caduta proprio sabato scorso, con l’attivazione del corso di Economia e Finanza presso il Consorzio Universitario di Pordenone alla quale la Regione, non invitata al tavolo di discussione, ha risposto piccata per essere stata tagliata fuori. Quando il tema si sposta sulla forma e non sulla sostanza, evidentemente esiste un problema, e il problema è che siamo amministrati da politici di professione espressione di incapacità e dilettantismo. Il 2018 è molto vicino, e Debora Serracchiani, così come il premier Matteo Renzi farebbero bene a preoccuparsi.