di Danilo Toneguzzi

Abbiamo letto, sconcertati, l’articolo apparso ieri sul Gazzettino, dal titolo: “Tensioni in ospedale: con i picchi di presenze volano insulti e minacce”.


Avevamo già in passato sollevato la questione del benessere organizzativo come priorità per il personale dell’ospedale di Pordenone, a cui è seguita la risposta indignata del direttore generale, che invitava la politica a non interferire con la direzione dell’azienda.


Ebbene, purtroppo sembra che siamo costretti, invece, a rilanciare l’argomento perché è sempre più evidente quanto l’organizzazione attuale della sanità pordenonese abbia delle criticità ormai difficili da arginare.
La colpa sarebbe il picco di influenze!
Ma stiamo scherzando?


Il fenomeno dell’influenza è una costante nel periodo invernale. L’influenza è una garanzia, come i colpi di calore in luglio: non può essere preso come scusante e spacciato come evento eccezionale e imprevedibile!
Piuttosto, siamo sempre più preoccupati delle condizioni di lavoro dei dipendenti della sanità pordenonese, nonché per tutti i disagi degli utenti o possibili conseguenze nella qualità dei servizi. Se la qualità dei servizi resta, in qualche modo garantita, a che prezzo per i dipendenti?


Una domanda al direttore generale: fino a quanto siete disposti a tirare la corda?