di Mara Turani

 

Nel film celebre il piccolo Kevin aveva perso l’aereo, come molti di noi già sanno. Qui a ‪#‎Pordenone‬, la sensazione è quella di aver perso il controllo di una situazione che aggiustata da una parte, si strappa dall’altra. Come se la coperta fosse troppo stretta e non bastasse a risolvere.

14117768_872518616187579_6582922490914459458_nI profughi, riconosciuti ‪#‎RIFUGIATI‬ non sanno dove “rifugiarsi” per mancanza di strutture, di lavoro, di possibilità di prendere un treno e proseguire il proprio percorso. La Questura non rilascia più titoli di viaggio, il Comune li “abbandona” a se stessi dopo averli accolti alla ‪#‎Monti‬ e riconosciuti. Quindi il profugo-rifugiato continua a bivaccare da qualche parte, con o senza wi-fi, in attesa di qualche lampo di genio che risolva l’annoso problema.
La gravità del fenomeno mette in ginocchio la destra come per anni ha fatto con la sinistra e gli scontri verbali nelle sale consiliari o sulle pagine dei giornali riecheggiano meglio che in Val Tramontina, tant’è che il consigliere Marco Salvador ritrova improvvisamente il dono del verbo dopo un lungo letargo durato tutta la stagione “pedrottiana”. C’è da chiedersi se accogliere sul nostro territorio (già piccolo) ondate di gente sia la soluzione migliore o se ci sia la possibilità di cambiare il punto di vista intero del problema, iniziando una NUOVA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA a livello UE.
Così, si rischia di restare imprigionati in un loop eterno che vede alimentare la guerra tra i poveri, arricchendo solo le ben note cooperative. Nascondere la testa sotto la sabbia per RIFUGIARCI nelle nostre solide certezze è un’ipotesi che ormai non trova più spazio. Meglio affrontarla a testa alta con soluzioni alternative, che da tempo il M5S propone.