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Giù le tasse per milioni di lavoratori col taglio del Cuneo Fiscale

  • Articolo pubblicato:25 Gennaio 2020

Di Vito Crimi

Abbassare le tasse ai cittadini, aumentare la busta paga ai lavoratori, diminuire il costo totale del lavoro a beneficio delle imprese: ecco cosa significa il “taglio del cuneo fiscale” di cui si sente parlare tanto in queste ore. Belle parole, vero? Ma per noi non sono solo parole. Non sono promesse fatte in campagna elettorale e poi dimenticate subito dopo le elezioni, come ci hanno abituato negli ultimi decenni. Sono obiettivi concreti e li stiamo realizzando, per davvero.

Ieri il Governo ha dato il via libera al decreto che taglia le tasse sul lavoro. Grazie a questo provvedimento, 16 milioni di lavoratori dipendenti (con un reddito compreso tra 8.200 e 40.000 euro l’anno) potranno ricevere fino a 100 euro in più in busta paga, ogni mese. Il beneficio scala gradualmente oltre i 28mila euro.

Saremmo potuti scappare, come qualche codardo ha fatto la scorsa estate. Invece siamo rimasti e con coraggio abbiamo affrontato una manovra importante. Risultato: non solo abbiamo evitato l’aumento dell’Iva, ma siamo anche riusciti ad abbassare le tasse.

Ci fermiamo qui? Assolutamente no. Adesso dobbiamo osare di più. Vanno riviste le aliquote per abbassare ancora di più le tasse, e dobbiamo rendere più semplice il sistema: le tasse devono essere abbassate a tutti i cittadini, senza che debbano districarsi nella giungla delle agevolazioni fiscali.

Il taglio del cuneo fiscale è un grande passo avanti, un’inversione di tendenza, che si aggiunge agli importanti interventi già approvati grazie al MoVimento 5 Stelle durante questa legislatura, soprattutto per le imprese. Ne ricordo alcuni: abbiamo ampliato le agevolazioni di Industria 4.0, anche a beneficio delle piccole e medie imprese; abbiamo prima raddoppiato e poi ulteriormente aumentato la deducibilità dell’Imu sugli immobili aziendali, prevedendone l’integrale deducibilità a partire dal 2022; abbiamo alleggerito le tariffe Inail, contribuendo ad alleviare significativamente il costo del lavoro sulle imprese; abbiamo confermato il regime agevolato del 15% entro i 65 mila euro di ricavi per le piccole imprese e partite Iva.

Abbiamo fatto tutto questo e tanto altro. E molto ancora c’è da fare.

Intanto la lotta alla grande evasione fiscale continua. Non molliamo di un centimetro. Con un obiettivo chiaro, già previsto dalla Manovra: ogni euro che recupereremo da chi non paga sarà ridistribuito a beneficio dei contribuenti, abbassando ulteriormente le tasse. Combattere l’evasione fiscale conviene a tutti noi ed è un principio fondamentale per un Paese che vuole considerarsi ‘civile’.

Mentre altri scappano con milioni di euro in contributi elettorali, noi andiamo avanti a lavorare per un fisco più leggero, e giusto. Lo dobbiamo a tutti i cittadini che vivono onestamente del proprio lavoro, pagano le tasse e contribuiscono al benessere dell’intera società.

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