di Samuele Stefanoni

E dopo il trasporto pubblico, svendiamo anche l’acqua?
E’ di questi giorni la notizia della fusione tra “Sistema Ambiente” e “Lta”, due delle 3 società che gestiscono la fornitura dell’acqua nella nostra provincia ed in undici comuni del Veneto.
Questa fusione, presentata come necessaria per ragioni di economicità ed efficienza, ha radici e motivazioni ben diverse, sulle quali il MoVimento 5 Stelle intende fare piena luce.


Innanzitutto va detto che probabilmente ci sarà una modifica al rialzo delle bollette per i clienti di “Sistema Ambiente” in quanto le loro tariffe sono sensibilmente inferiori a quelle di “Lta”.


La posta in gioco è, però, ben più ampia della semplice fusione di due realtà locali.
Il disegno in cui si colloca questa fusione è quello, più generale, della vendita a grossi gruppi privati dei beni pubblici, vendita necessaria per portare immediate risorse nelle casse dello stato/regione/comuni, lasciando ai posteri il fronteggiare il mancato introito futuro che ne conseguirà dalla vendita, ai cittadini l’onere delle bollette più alte e dei servizi più cari, come già ampiamente dimostrato da quelle realtà che si sono avventurate in queste nefaste imprese ed in barba al volere popolare sancito da un referendum nel quale 25.935.372, pari al 95,35% dei votanti, stabilirono che i servizi di pubblica utilità, tra i quali l’acqua, non dovessero essere venduti a privati.
Questa necessità di fare cassa mediante la vendita dei beni pubblici è stato il leit motiv degli ultimi governi, in particolare quello a guida Renzi, che si è estrinsecato nella famosa e, al momento, incostituzionale, “Legge Madia”.


I Comuni, tra questi anche Pordenone, hanno già dovuto ottemperare all’obbligo della modifica degli statuti per permettere la cessione delle quote a soggetti privati.
Questa imposizione non sarebbe di per sè un problema se poi non si procedesse alla vendita vera e propria, come invece è stato già fatto con ATAP.
Questa fusione, dunque, non è stata fatta per razionalizzare ed efficientare le aziende come pubblicizzato ma per renderle più appetibili in vista della loro futura vendita a colossi privati.


Il MoiVmento 5 Stelle è, coerentemente con il proprio programma e con il volere dei cittadini, assolutamente contrario a queste scelte: i servizi pubblici devono rimanere tali e su questo ci batteremo e lo denunceremo a qualsiasi livello. Ci auguriamo che l’amministrazione, che a suo tempo si era dichiarata contraria alla fusione di Hydrogea, mantenga la promessa fatta e non persegua questa scelta scellerata