di Samuele Stefanoni
“La spettacolarizzazione della cultura è un mestiere che può essere serenamente affidato agli imprenditori del mondo dello spettacolo e che assolve a una domanda di mercato già esistente.
 I pochi soldi pubblici del quale dispone l’Assessorato alla cultura crediamo debbano essere investiti sul territorio, valorizzando ciò che Pordenone veramente produce in tutti gli ambiti artistici e, più in generale, culturali. Il valore di un azione pubblica si misura nel momento in cui crea un legame forte tra chi produce cultura e chi ne “usufruisce”: solo così il territorio arricchirà il proprio capitale culturale restituirà veramente consapevolezza della propria identità culturale e sociale.
 Un’azione, quella del Comune, non semplicemente di “promoter” di artisti locali, azione che genera spesso rapporti lobbistici e che di fatto altera la percezione del prodotto culturale usufruito dalla popolazione, ma, più umilmente, da facilitatore che consenta a chi ha qualcosa da dire di avere la sua occasione.”
Questo era il nostro comunicato in occasione della manifestazione #PnPensa (in data attuale l’associazione culturale Eureka, organizzatrice del festival, si è già aggiudicata €56.000 tra Comune e Provincia per la rassegna 2016 e 2017), e vale ancor di più oggi, preso atto con la delibera N. 268/2016 DEL 12/12/2016, nel quale l’attuale amministrazione ha impegnato €23.000 per l’associazione culturale “Il Fluire” (nei confronti della quale abbiamo già chiesto, assieme ad altre beneficiarie della delibera, di poter prendere visione del progetto relativo alla richiesta di contibuto).
Come si legge nella delibera, tale importo verrà utilizzato per “il concerto  del  compositore  e  pianista pordenonese  Remo  Anzovino,  e  in  particolare  per  la  presentazione  del  suo  nuovo  lavoro discografico,  nel  mese  di  luglio  2017″.
Una scelta, peraltro in continuità con la precedente amministrazione, che stride inequivocabilmente con le nostre politiche culturali. Chiediamo all’ assessore Tropeano di spiegarci dunque cosa intendesse al suo insediamento per “redistribuzione delle risorse” dedicate alle attività culturali: a nostro avviso, artisti già noti e celebrati nel nostro territorio non hanno certo necessità di essere ulteriormente supportati dalla comunità con ulteriori fondi pubblici, meglio investirli invece per dare respiro, e un’occasione di crescita, a chi con le proprie forze non ne sarebbe capace.
I numerosi e validi artisti pordenonesi si sono già esposti a questo proposito e nostro compito sarà quello di portare la loro voce all’interno delle istituzioni.