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Archives for luglio 2017

Turani M5S: Anche senza una struttura gli arrivi dei profughi sono triplicati.

Mentre destra e sinistra si battibeccano sul modus operandi di accoglienza o “rifiutanza” profughi, il Ministero dell’Interno promette in Commissione europea sei nuove strutture di identificazione, di cui uno, in Sicilia, aprirà quest’estate. Il nostro governo minaccia di consegnare visti temporanei per l’Unione Europea ai profughi (lo dice il Times) e gli sbarchi non cessano, anzi.

A Pordenone, i 70 che dormivano al Bronx quest’inverno (e non andava bene a nessuno) adesso trovano riparo in un fosso di fronte all’hub (e li va meglio a tutti in teoria, perché son meno visibili agli occhi della città) perché farli dormire in una struttura-dormitorio è un “incentivo al flusso”… Faccio notare che SENZA STRUTTURA-INCENTIVO, comunque, da aprile ad oggi, i numeri sono TRIPLICATI. Se ricordate si parlava di una quindicina, venti profughi al massimo un anno orsono, mentre oggi siamo nell’ordine dei 60/70 fuori dall’hub e altrettanti dentro. Mi spingo oltre: vogliamo scommettere che il numero sarà destinato a salire?

Le proteste, gli slogan, le pattuglie NON LI FERMERANNO se non esiste un PIANO POLITICO DI BLOCCO, lo sappiamo tutti. Inutile raccontarsela. Intanto, come servizio alla città, faccio notare che chi gestisce l’hub a Pordenone E’ LA STESSA COOPERATIVA del CARA DI MINEO CHE HA COME PRESIDENTE il SIG. ACETO CAMILLO, CONDANNATO IN PRIMO GRADO (UN ANNO E SEI MESI), IL QUALE AVEVA FIRMATO (vi ricordo) IL 26 NOVEMBRE 2015 CON L’AMMINISTRAZIONE DI MESSINA LA “CONVENZIONE PER LA PRIMA ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI”.

Adesso vi faccio una domanda: per caso, sono aumentati qui a Pordenone gli arrivi di minori stranieri non accompagnati? Perché a volte, il caso, è assai bizzarro…

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FUSIONE PARTECIPATE – GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO

di Samuele Stefanoni

E dopo il trasporto pubblico, svendiamo anche l’acqua?
E’ di questi giorni la notizia della fusione tra “Sistema Ambiente” e “Lta”, due delle 3 società che gestiscono la fornitura dell’acqua nella nostra provincia ed in undici comuni del Veneto.
Questa fusione, presentata come necessaria per ragioni di economicità ed efficienza, ha radici e motivazioni ben diverse, sulle quali il MoVimento 5 Stelle intende fare piena luce.


Innanzitutto va detto che probabilmente ci sarà una modifica al rialzo delle bollette per i clienti di “Sistema Ambiente” in quanto le loro tariffe sono sensibilmente inferiori a quelle di “Lta”.


La posta in gioco è, però, ben più ampia della semplice fusione di due realtà locali.
Il disegno in cui si colloca questa fusione è quello, più generale, della vendita a grossi gruppi privati dei beni pubblici, vendita necessaria per portare immediate risorse nelle casse dello stato/regione/comuni, lasciando ai posteri il fronteggiare il mancato introito futuro che ne conseguirà dalla vendita, ai cittadini l’onere delle bollette più alte e dei servizi più cari, come già ampiamente dimostrato da quelle realtà che si sono avventurate in queste nefaste imprese ed in barba al volere popolare sancito da un referendum nel quale 25.935.372, pari al 95,35% dei votanti, stabilirono che i servizi di pubblica utilità, tra i quali l’acqua, non dovessero essere venduti a privati.
Questa necessità di fare cassa mediante la vendita dei beni pubblici è stato il leit motiv degli ultimi governi, in particolare quello a guida Renzi, che si è estrinsecato nella famosa e, al momento, incostituzionale, “Legge Madia”.


I Comuni, tra questi anche Pordenone, hanno già dovuto ottemperare all’obbligo della modifica degli statuti per permettere la cessione delle quote a soggetti privati.
Questa imposizione non sarebbe di per sè un problema se poi non si procedesse alla vendita vera e propria, come invece è stato già fatto con ATAP.
Questa fusione, dunque, non è stata fatta per razionalizzare ed efficientare le aziende come pubblicizzato ma per renderle più appetibili in vista della loro futura vendita a colossi privati.


Il MoiVmento 5 Stelle è, coerentemente con il proprio programma e con il volere dei cittadini, assolutamente contrario a queste scelte: i servizi pubblici devono rimanere tali e su questo ci batteremo e lo denunceremo a qualsiasi livello. Ci auguriamo che l’amministrazione, che a suo tempo si era dichiarata contraria alla fusione di Hydrogea, mantenga la promessa fatta e non persegua questa scelta scellerata

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