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Il #Movimento5Stelle di Pordenone da sempre denuncia come anche la politica locale abbia perso ogni connotazione ideale e sia diventata un mestiere ben remunerato e privilegiato, che gestisce una gran quantità di #denaro: mediante carriere professionali nelle aziende #partecipate dal comune, una miriade di incarichi e consulenze, #appalti e opere pubbliche. Non dovrebbe stupire che tutto questo attiri e susciti l’interesse personale di molti a scapito della collettività.

Il primo mese di giunta Ciriani sta terminando e con esso possiamo già dare forma alla visione politica e misurare quanto delle affermazioni fatte in campagna elettorale trovino riscontro nelle azioni quotidiane del sindaco e della sua squadra.
Il battibecco fra Bolzonello e Ciriani avvenuto nei giorni scorsi mostra inequivocabilmente come il “battere i pugni in regione”, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Alessandro Ciriani, sia rimasto poco più con uno slogan. Ci auguriamo un dialogo più costruttivo ed efficace in regione d’ora in avanti, a meno che Alessandro Ciriani non voglia passare i prossimi cinque anni con i polsi dolenti.

L’ufficio del sindaco, costituito da ben cinque dipendenti (due in più rispetto alla precedente amministrazione), vede tre figure di fiducia del sindaco: Davide Zaninotti, Elena Ceolin e Alberto Parigi. Su Davide Zaninotti (marito del’assessore Cristina Amirante) sono già state spese molte parole, tranne il fatto che lo stesso Ciriani, in un post apparso il 12 marzo scorso sul suo profilo Facebook, denunciasse (giustamente) il legame di parentela tra l’ex assessore Claudio Cattaruzza e la direttrice artistica del teatro Verdi, moglie dell’assessore. Pretendere correttezza istituzionale dalla precedente amministrazione richiede innanzitutto coerenza nelle proprie azioni.

Anche per Elena Ceolin, presidente dell’associazione Eureka (associazione organizzatrice della rassegna PordenonePensa), vale lo stesso concetto di opportunità politica. Le associazioni non dovrebbero avere vie preferenziali con le istituzioni bensì dovrebbero confrontarsi esclusivamente nel merito della proposta culturale: il ruolo di Elena Ceolin a fianco di Alessandro Ciriani la pone in un evidente #conflittodiinteresse, a prescindere dal finanziamento mancato da parte della regione.

Come Movimento 5 Stelle, tramite i nostri #portavoce, staremo col fiato sul collo alla nuova amministrazione e porteremo alla luce le conseguenze di tali scelte, a nostro avviso inopportune.

Samuele Stefanoni