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NO AL GOVERNO DELLE POLTRONE

dicono coloro che fino a ieri erano seduti su quelle poltrone e dalle quali si sono prima autoespulsi, convinti di fare poi l’en plein, conquistandole tutte, grazie ai pieni poteri reclamati dall’oggi oramai desaparacido “capitano”.

Vedere poi quei cartelli in mano a personaggi che sono attualmente seduti in due o più poltrone, come il caso ad esempio di Polesello, è perfino patetico ed ispira una certa benevola compassione.

Personaggi, i leghisti, che, pensando esclusivamente al loro potere e tornaconto personale, hanno voluto aprire una crisi di governo in pieno Agosto, dal Papete Beach, a suon di moijto e ballerine, non prima di essersi assicurati che il PD non facesse alleanze con il M5S, cosa che li avrebbe fatti rimanere con il cerino in mano. Hanno sbagliato conti, tempi e modi, toppando clamorosamente su tutta la linea e dimostrandosi per quello che sono, loro sì, esclusivamente attaccati alle poltrone tanto che il loro capitano proprio non si voleva schiodare dal ministero dove finalmente, dopo mesi di assenza, era riuscito ad entrare; dopo aver proclamato che tutti i ministri leghisti erano pronti a dimettersi e nel contempo si genufletteva dinanzi a Di Maio offrendogli la nomina a Premier pur di rimettersi insime vista la mala parata . Hanno sbagliato tutto credendo di poter ottenere poi il potere assoluto che è ciò che a loro interessava veramente, altro che il bene della Nazione, ed ora si ritrovano, arrabbiati e delusi, con un pugno di mosce in mano, a dare la colpa del loro fallimento politico a questo o a quello.

Quei cartelli sono la palese dimostrazione della loro insipienza: è il governo delle poltrone solo se sono gli altri a governare. E la richiesta di elezioni subito guardando i sondaggi e l’esito delle europee conclude degnamente la loro rappresentazione perchè meglio di tanti slogan palesa la loro conoscenza della Costituzione e dell’ordinamento dello Stato Italiano.

Hanno però le facce sorridenti, sono fieri delle loro azioni. Contenti loro…

Mauro Capozzella

M5S Friuli Venezia Giulia