Entra deciso nel dibattito politico il noto deputato friulano del M5S Luca Sut attraverso un post sulla sua seguita pagina facebook: “La crisi di governo d’agosto ha lasciato basiti tutti coloro credevano in un Esecutivo al servizio del Paese per cinque anni. Ma qualcuno, nei piani, aveva altre mire e ha preferito mettere fine a un patto che, evidentemente, non gli stava così a cuore. Almeno, non tanto quanto la prospettiva di acquisire più poltrone e più potere. Detto questo, Salvini può aspettare. I cittadini No!

Prosegue poi rivendicando i risultati conseguiti dal governo giallo-verde

“Al governo con la Lega abbiamo ottenuto tanti provvedimenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini: quota 100, reddito di cittadinanza, decreto dignità, sblocca cantieri, decreti sicurezza e tanti altri.

Ora i nostri iscritti ci diranno se proseguire in un percorso che potrebbe portarci ad attuare altri punti del nostro programma, proseguendo in una nuova azione di governo col Partito Democratico.

Riferendosi poi ai partiti tradizionali è quasi un “uno vale l’altro” e sottolinea che: “La Legislatura ci pone davanti a scelte complesse, lo sappiamo. Del resto, sapevamo che non sarebbe stato facile cambiare completamente e tutto il sistema politico con il 33%, ma con questi numeri possiamo comunque realizzare quasi integralmente il nostro programma. E se davvero per noi i partiti sono tutti uguali, farlo con la Lega o farlo con il PD, per noi non dovrebbe fare la differenza.”

Poi un appello alla base del MoVimento 5 Stelle e a considerare la posizione di forza che oggi il MoVimento 5 Stelle ricopre nella politica nazionale: – “Immaginiamo di fare un salto nel tempo e tornare a 10 anni fa. Avreste mai immaginato all’epoca di trovarci nella posizione odierna, in cui tutta la vecchia politica non la fa più da padrona e dove siamo la forza politica da cui non si può prescindere per la formazione di un Governo?

Oggi i fatti ci dicono che

-Berlusconi non siede più in parlamento,

-Renzi non è più presidente del Consiglio e non sarà ministro, così come non lo saranno i suoi fedelissimi Lotti e Boschi.

-La Boldrini non è presidente della Camera,

-Salvini si è rottamato da solo (scelta sua)

-Conte è il Presidente incaricato.

Siamo la maggioranza parlamentare espressa dagli italiani che ci vede vincitori e oggi i partiti tradizionali non hanno più il monopolio di potere. Se vogliono avere un qualche ruolo di governo lo devono fare con noi e alle nostre condizioni.

Ora la parola passa ai nostri iscritti che ci diranno se proseguire o meno un dialogo che nessuno di noi avrebbe mai immaginato di intraprendere.

La garanzia: “Una cosa è certa: non rinunceremo mai ai nostri valori, ma perseguiremo un progetto che lascia fuori lobby e potentati, continuando a metter al centro solo e soltanto i cittadini. – Conclude l’esponente Grillino