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Mara Belinda Maria Turani

 

Portavoce Movimento 5 Stelle in Comune Pordenone

3a Commissione – Cultura, Istruzione, Politiche Sociali

Dal HUB alla città che vogliamo

di Mara Turani

Abbiamo solo 12 anni ci dice l’Istituto Superiore della Sanità per sistemare e rimediare ai danni che abbiamo prodotto.
Anche gli studenti e i ragazzi di tante città si sono uniti per questa battaglia che vede ipotecato il loro futuro.
A Pordenone andremo a discutere in Consiglio un piano del traffico concepito male nel suo obiettivo: fluidificare il traffico anziché limitarlo, anziché eliminarlo.
Per non lavarsene le mani e progettare solo rotonde o cambiamenti di marcia che poco hanno a che fare con la RIDUZIONE DELLE MACCHINE IN CITTA’ e con una città’ “ecosistema urbano” ovvero SOSTENIBILE E VIVIBILE, noi del M5S abbiamo progettato qualcosa di innovativo e ambizioso, che non guarda al consenso ma piuttosto al futuro.
Un progetto coraggioso che non teme il giudizio elettorale, ma guarda alla salute e alla qualità della vita dei cittadini.
Questo render che presentiamo oggi ci avvia ad un percorso INNOVATIVO che comincia ad immaginare il concetto di HUB che va a supporto concreto delle ZTL, creando i presupposti per un CENTRO PEDONALE allargato SU CUI NOI PUNTIAMO.
Le città a misura d’uomo saranno le città che vogliamo creare e che vogliamo vivere nel futuro, dove esiste un punto di raccolta servizi chiamato HUB concepito essenzialmente per due funzioni:
1)CONNETTERE: connessione trasporto pubblico, privato, ciclabili, pedonale, trasporto merci
2)CONTENERE: aree verdi, parcheggi, zona logistica, commerciale.
LA MOBILITA’ SOSTENIBILE INIZIA DAL CONCEPIRE UN PIANO CHE INCLUDA ACCESSIBILITA’ PER TUTTI, TECNOLOGIA A SERVIZIO, STRUTTURA A SUPPORTO.
La riduzione graduale dei parcheggi in centro porterà ad una riqualificazione urbana incentrata sul verde e sulla persona, sul TPL con pullman elettrici più ridotti, wi fi, pannelli fotovoltaici per pensiline e pannelli informativi.
La città che vogliamo lasciare ai nostri ragazzi deve necessariamente essere liberata dalle auto. Questa è la direzione verso cui tutte le città italiane ed europee stanno puntando. Pordenone non deve arrivare ultima nella gara alla vita.
Il futuro inizia oggi! Basta giardini finti, basta soluzioni temporanee con la scadenza.
Vogliamo un progetto ecosostenibile a lunga durata CHE CI RESTITUISCA LA POSSIBILITA’ di VIVERE in citta’.

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ARIA E ACQUA: UNA RISPOSTA, DATI ALLA MANO! Denuncia e proposta per un confronto costruttivo.

Di Mara Turani

Iniziano i problemi collegati all’acqua? Emergenza che si allargherà ad altri comuni? Problemi con l’aria? Effetti di quella che è stata una noncuranza della politica dell’ambiente degli ultimi anni. Siccità prevedibile, cambiamenti climatici legati all’inquinamento ed emergenze che, se non affrontate strutturalmente, porteranno gravi conseguenze. Il nostro territorio dovrà fare i conti con scelte che non potranno più essere marginali o rinviate; girarsi dall’altra parte o pensare di uscirne indenni non servirà. Ce lo raccontano i dati, sempre più inquietanti, dove IERI è stata la 9° giornata di sforamento del tetto massimo di PM10 a Pordenone. Intanto, sempre in città, lavatoi e fontane hanno il cartello acqua non potabile a seguito delle ultime analisi fatte. Un primo passo sarebbe includere nei progetti urbani , quelli (per intenderci) che prevedono grandi asfaltature, grandi costruzioni e riqualificazioni faraoniche, anche un piccolo, irrilevante particolare che si chiama VIVIBILITA’. Una città RESILIENTE PARTE DA UNA LOGICA DI SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE che oltre ai “disegnini” preveda una programmazione strutturale di cura, salvaguardia e ricostruzione dell’intero ecosistema urbano. IL M5S di Pordenone, con un lavoro condiviso con gli attivisti e con i suggerimenti di esperti del settore, ha un piano di proposte concrete che mette a disposizione dell’Amministrazione, qualora fosse aperto il confronto. Stiamo andando nella direzione giusta? Pordenone può chiederselo e, dati alla mano, rispondersi!

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MENSE SCOLASTICHE: UNA RIVOLUZIONE CORAGGIOSA E LOTTA CONTRO GLI SPRECHI

Prosegue anche quest’anno il mio impegno nella commissione mensa per valutare la qualità e le criticità delle mense pordenonesi. Dai rilevamenti da me effettuati, le mense scolastiche della città sono ad un buon livello qualitativo anche se, secondo la classifica stilata dagli esperti Foodinsider (osservatorio non istituzionale –menu scolastici 2017/2018), siamo solo al 34° posto con 78 punti superati da Udine 127 (9° posto) e Treviso 122 (10°). Questa terza edizione ha preso in esame 51 comuni e considera il “menu modello” quello di Cremona, che propone cereali in grande varietà, un buon equilibrio di carni rosse e bianche, niente insaccati, pesce e frutta a merenda.
Il dato positivo che emerge in generale è una lenta ma progressiva tendenza dei comuni a recepire le raccomandazioni dell’OMS e del Codice Europeo contro il cancro, lotta per me molto importante da portare avanti.
Ottima, fino a qui, anche la valutazione su pulizia, rispetto delle norme di igiene e disponibilità del personale di servizio, sempre molto collaborativo e attento.
L’attuale amministrazione cerca di conservare ed incrementare, laddove possibile, l’ottimo lavoro fatto negli scorsi anni, ma la differenza, rispetto a Cremona per esempio, è nella scelta dei menu proposti dove ci si confronta con piatti come pasta di sugo di salvia e castagne, polpette di legumi e quinoa, dietro ai quali c’è non solo un’idea di salute, ma soprattutto di educazione al gusto, ancora timidamente affrontati qui da noi. I nostri menù presentano ancora deficit in termini di scelte alternative “meno rigide” e constato una mancanza di progettualità educativa condivisa, laddove il concetto di cura, di educazione all’assaggio, di convivialità è lasciato in toto alla buona volontà delle insegnanti.
Quattro le criticità, a mio avviso, su cui poter intervenire e lavorare insieme per dare un passo in più alle nostre mense:
1) eliminare quella reticenza culturale nel recepire evoluzioni più coraggiose di “menù alternativi” con l’introduzione, per esempio, di menù vegetariani, vegani, cibi più appetitosi con l’aggiunta di spezie al posto del sale o soluzioni diverse rispetto l’offerta del primo e del secondo piatto. (Rielaborare, la parola chiave!)
2) combattere gli sprechi, che sono e restano la maglia nera della rete mensa;
3) riconsiderare l’utilizzo di pane di farina raffinata e la quantità da proporre alle diverse fasce di età;
4) progetti educativi condivisi, promossi dal Comune. (L’uso di tovaglie, l’uso di stoviglie vere per bimbi della primaria, educazione alla cura, all’assaggio del nuovo, all’importanza del cibo, all’importanza del pasto, le verdure ecc..)
Le verdure rimangono il tabù principale di tutte le scuole da me visitate, lasciate regolarmente sul piatto, forse perché poco alettanti e poco gustose. Lo spreco inizia da lì: lavorare assieme ed ascoltare, copiando, se necessario, esempi virtuosi per arrivare anche noi in cima alla classifica, non per una mera questione di vanto, ma soprattutto per la salute dei nostri bimbi e delle generazioni future. Una perfezione di sostanza, insomma, che lasci più spazio alla fantasia e alle proposte che arrivano dalle stesse scuole e dal personale che lavora in cucina, cuochi in primis.
Non dimentichiamoci però, che l’evoluzione-rivoluzione inizia sempre in famiglia, fonte primaria di esempio quotidiano e di basi su cui la scuola può, in seconda battuta, coraggiosamente costruire.

Mara Turani

Portavoce Comunale M5S Pordenone

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OBIETTIVO VIABILITÀ: CAMBIAMO PORDENONE

DI MARA TURANI

ll Movimento 5 Stelle di Pordenone  ha presentato  la propria visione di città illustrando un Piano di Mobilità Sostenibile concreto e realizzabile da subito, che guardi alla città come un ecosistema urbano, dove l’innovazione, la pianificazione la progettazione ed il controllo dello sviluppo dell’ambiente urbano facciano la differenza rispetto all’oggi. Non compromettere la capacità delle generazioni future è l’obiettivo, che implica scelte ambiziose e coraggiose nella proposta. Il CLIMA come spinta al cambiamento di rotta, che vede città future con graduale diminuzione delle auto circolanti e logistica urbana a zero emissioni. Un sistema che pensi all’uomo innanzitutto, che ribalti il concetto di struttura della Mobilità, inserendo il concetto di Hub anche nella nostra città. Una Bicipolitana, una Metropolitana di Superficie, zone ztl, riduzione dei parcheggi a bordo strada, zone verdi, il “Miglio Verde”, bar e negozi di prossimità con il servizio IoRitiro, App di Digital Hub, Maas (Mobility as a service) e accessibilità per tutti sono alcuni tra gli ingredienti che fanno la proposta della città che vogliamo per il nostro futuro e per le generazioni dei nostri figli. La sostenibilità darà la risposta alle esigenze del presente, che vede Pordenone tra le 39 città italiane a ad avere superato il valore massimo di 35 giorni di sforamento PM10. Ecco perché nel render presentato su Viale Marconi (render semplice e non definitivo, ma work in progress) si è voluto far capire che si poteva agire diversamente da subito, non escludendo pista ciclabile e verde, dando importanza alle persone e dando soluzioni diverse per i parcheggi. Un’immagine che, partendo dalla realtà odierna e seppur limitata, porta con se i semi di quello che potrebbe essere una visione futura, risultato di un piano del traffico ben armonizzato, inserito in un Pums e, soprattutto, non frutto di interventi sporadici.
Scelte politiche importanti da fare, dunque, ed un Piano innovativo che trovi realizzazione nei prossimi 10 anni. Solo così, si vince la sfida più grande, quella decisiva per la sopravvivenza e per il bene-essere dei cittadini.

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LO STUPORE DI UNA CITTA VERDE RESILIENTE: PORDENONE, RIVOLUZIONE LONTANA.

di Mara Turani

Anche nella gestione del verde cittadino la bagarre politica tra destra e sinistra non ci ha risparmiati, perché concettualmente un albero non è semplicemente un albero, ma un “oggetto” che deve essere tagliato se pericolante, se malato o se ingombrante; la questione è politica, ovvero un albero dovrà essere tagliato o salvato a seconda se le perizie sono fatte dalla sinistra o dalla destra e a seconda dell’importanza che ad esso viene attribuita. C’è da considerare un livello puramente tecnico o un livello tecnico-etico? Si considera la semplice praticità di un’azione e il suo costo?

Strumentalizzando si perde, quasi sempre, il senso più ampio della questione, che considera anche altri aspetti: ci si chiede, ad esempio, se la cosiddetta RIQUALIFICAZIONE URBANA DEBBA NECESSARIAMENTE PASSARE ATTRAVERSO L’ ELIMINAZIONE del vecchio, che include (spesso ed in prima battuta) gli alberi, necessari al territorio per aspetti idrogeologici ed ambientali. E su questo punto le visioni discordano quasi sempre.

Superare la mera funzione estetica e di decoro urbano ed introdurre una funzione eco sistemica, di controllo delle acque superficiali, di conservazione della biodiversità, di regolazione del microclima, di mitigazione del calore, darebbe quell’unicità agli alberi datati, necessaria alla loro salvaguardia.
Includere il concetto di “arricchimento del capitale sociale” a nostra disposizione porterebbe la risposta già con sé per qualsiasi amministrazione. Ma ci vuole volontà politica, sempre lei! Oltretutto, tutti questi aspetti potrebbero essere riassunti in un unico concetto materno di PROTEZIONE PER LA CITTA’, come Madre Natura ci insegna e che l’uomo volutamente dimentica.

Il M5S in regione, con la proposta di legge N. 226, a prima firma Dal Zovo, ha già affrontato la questione e provato a dare soluzioni non più rimandabili sul concetto di aree verdi e di progettazione. La città resiliente inizia da qui, da un buon progetto VERDE, che non significa solo qualche aiuola in più, qualche albero qua e là, qualche arbusto decorativo. Se le fognature, o la fibra ottica potessero passare nel centro di una strada, per esempio, se la pista ciclabile venisse concepita in un modo diverso rispetto al solito, se l’obiettivo principale fosse il BENESSERE VERO e LA SICUREZZA del cittadino, lo studio di soluzioni ALTERNATIVE per qualsiasi quartiere in città avrebbe un sapore nuovo, che implica innovazione e stupore, entrambi difficili da raggiungere senza la VOLONTA’ DI INVESTIMENTO.
In quel caso, parlare di città resiliente significherebbe dare un senso alle parole e vedere rivoluzionate nell’anima le nostre città. Una rivoluzione lontana per Pordenone.

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