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Archives for settembre 2016

UN RIFIUTO DI TROPPO #SPRECOALIMENTARE

di Mara Turani

Nella “società del rifiuto” dove anche le #mense scolastiche hanno un posto in prima fila, lo smaltimento non è spesso collegato con lo spreco, tant’è che si sprecano cibi in abbondanza non sapendo poi come smaltirli in maniera utile. Collegando le due parole con una terza di raccordo, “l’etica” per l’appunto, potremmo avere la soluzione al problema: uno smaltimento etico che rientra in quella che si chiama “economia circolare”. A detta di tante maestre e delle mamme che collaborano direttamente con il mondo scuola, lo spreco nelle mense è uno dei problemi più irrisolti. Le domande da porre potrebbero essere due: perché il cibo viene buttato e perché viene poi cestinato e basta? La prima è strettamente collegata al fattore “qualità” e alla “proposta intelligente” che si misura spesso con qualità discutibile e scelta poco allettante. La seconda invece si collega ad un discorso più ampio di “usi e costumi” da cambiare, dove entra in gioco l’etica, l’ambiente e tutte quelle nuove misure proponibili per rendere migliore il nostro futuro. In sostanza se riusciamo a dare più qualità e scelta, educando i nostri bimbi ad azioni etiche e sostenibili per l’ambiente, il gioco è fatto. Finora si è riusciti solo a raccontarlo, ad immaginarlo possibile, ma è arrivato il momento che Pordenone cambi il passo e rilanci un atteggiamento più attivo per re-inventare una mensa a misura di bimbo/ragazzo dove anche “gli addetti ai lavori” si sentano i pionieri di un cambiamento importante. Il rifiuto potrebbe, come nel caso sentimentale ricordato da un noto proverbio, diventare il portone spalancato dopo la porta chiusa. Un’occasione da non perdere, insomma dove il M5S sarà propositivo al massimo.

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A PORDENONE L’ACQUA E’ MALATA: DA OLTRE UN ANNO I CITTADINI TENUTI ALL’SCURO DELLA PRESENZA DI ATRAZINA NELLE FALDE DELLA PROVINCIA

Tutti sapevano, ma tutti sono stati zitti: non si gioca sulla salute dei cittadini, non si ignorano i più basilari principi di trasparenza, che dovrebbero stare alla base dell’azione politica di ogni ordine e grado. Lo scandalo emerso solo questi giorni dell’inquinamento dell’acqua di Pordenone rappresenta la cartina al tornasole di una mala gestione politica che ha tenuto nascosto la salubrità di uno degli elementi cardine della vita del cittadino. Come potranno ora i pordenonesi fidarsi di quel che bevono? Dov’è stato finora il Comune di Pordenone? E il vicepresidente della Regione, pordenonese anch’esso, Sergio Bolzonello? E l’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca? Come Movimento Cinque stelle chiediamo, anzi, pretendiamo che si faccia chiarezza sulla questione e pretendiamo che chi sapeva e ha taciuto ne paghi le conseguenze, a partire dall’assessore stesso, che dovrebbe dimettersi dal suo incarico.
Marco Zullo, europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, e Samuele Stefanoni, capogruppo pentastellato in consiglio comunale a Pordenone, intervengono sul caso, taciuto per più di un anno, dell’inquinamento dell’acqua dell’acquedotto di Pordenone emerso solo oggi dopo la convocazione della Quarta commissione consigliare regionale che ha trattato l’argomento.
Il tema dell’acqua pubblica è uno degli elementi cardine del movimento – spiega Stefanoni – e del nostro progetto politico per Pordenone. Noi siamo per incentivare l’uso dell’acqua pubblica, ma partendo dal presupposto, oggi disatteso, che sia innanzitutto sana”.
E’ sconvolgente la mancanza di trasparenza delle istituzioni – sostiene Marco Zullo – che non hanno dato comunicazione della reale situazione delle nostre acque, e della lentezza con cui stanno affrontando un problema gravissimo che si trascina dal 21 luglio 2015 fino a oggi”.
 Il 6 ottobre, quasi un anno fa, si è costituito il gruppo tecnico per la tutela salute rischi ambientali il quale ha evidenziato delle criticità: è questo organismo che deve assicurare se l’acqua fa bene o male.
 “Gli interventi da mettere in atto sono non banali – ribadiscono gli esponenti Cinque Stelle – bisogna agire subito e la Regione deve immediatamente stanziare dei fondi per un progetto di risanamento. In questa situazione, anche il Comune, socio di maggioranza di hydrogea deve fare la sua parte e non considerare la società idrica soltanto come un parcheggio di poltrone per i propri amici”
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INCONTRO/DIBATTITO COI PORTAVOCE M5S DI PORDENONE #IODICONO

 

Non si ferma a Pordenone la campagna referendaria del Movimento 5 Stelle per votare no al referendum costituzionale. I portavoce del M5S cittadino, dopo il successo dei primi appuntamenti con i simpatizzanti e la cittadinanza nonché il sold out all’evento con Zullo, Morra, Barbaro e Resky all’auditorium Pizzinato di sabato 17 settembre, proseguono con gli incontri finalizzati a spiegare perché votare no al prossimo referendum.

L’appuntamento è per martedì 27 settembre alle 21 al Cafè Elite di viale Grigoletti. L’incontro sarà anche occasione per i portavoce locali per confrontarsi con i cittadini riguardo le azioni intraprese e da intraprendere in ambito locale e raccontare le dinamiche del consiglio comunale. Infatti, in quell’occasione la parte iniziale dell’appuntamento sarà riservata al resoconto circa l’esito del consiglio della sera precedente.

Successivamente, spazio alla campagna #IodicoNo e agli interventi del pubblico.

Qui i dettagli👉🏻https://www.facebook.com/events/1742103442705923/

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#MENSESCOLASTICHE NON PER TUTTI! Pas pour tous!

 

Pagamento della retta per la mensa scolastica “a scaglioni di reddito”, così da permettere a tutti di mangiare il medesimo pasto coprendo il costo secondo le proprie possibilità. Con questa proposta si risolverebbero due problemi: uno è quello del pagamento della retta anche per chi ha più difficoltà ad ottemperare questo obbligo, l’altro è il venir meno della discriminazione di chi si porta il panino da casa e viene lasciato digiuno o gli è permesso di mangiare in una stanza diversa da quella dei compagni (come il caso successo in una scuola dell’Udinese).
Il problema della mensa scolastica, quindi, si scontra con due tematiche di fondo: una riguarda la qualità della mensa stessa, l’altra il pagamento del servizio. Si crede sia positivo per le casse “schedare” l’alunno affinchè si abbia un resoconto immediato dell’avvenuto pagamento anticipato del pasto, ma nel contempo non si è in grado di “schedare” la qualità offerta del cibo, così da poter verificare da parte delle famiglie, in tempo reale, l’effettiva qualità.
A Pordenone il “buco” riguarda principalmente famiglie extracomunitarie (sul cui disagio economico andrebbero condotte delle attente verifiche), che non riuscirebbero comunque a pagare in anticipo un servizio che già facevano fatica a pagare in ritardo: non sarà la scheda a risolvere la situazione. Anzi, servirà soltanto a dare un volto a chi non paga. Ed il servizio pubblico, allora, che valore ha? A differenza del privato, ottempera obblighi a prescindere, senza guardare il portafoglio. Bisognerebbe tornare ai tempi in cui la mensa pubblica,oltre ad avere una cucina interna e garantire più qualità e un volto allo “chef”, dava la possibilità di pagare in modi diversi, a seconda delle fasce di reddito a cui l’alunno apparteneva. Tutti contribuivano, in misura al proprio potere economico. Ecco che la scuola, come la mensa pubblica, prende il significato reale del termine, dove la garanzia del servizio, si spera anche di qualità, non viene barattato col profitto.

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COME SI DIVENTA VAGAGGINI? Tutti i numeri del Presidente: 1°Episodio.

 

Dalla mappatura degli incarichi in capo al Sig. Vagaggini è evidente che egli ha un potere enorme: 16 cariche in 11 aziende, tra pubbliche e private. Di conseguenza la domanda sorge spontanea: come ha fatto quest’uomo a diventare così potente? Proviamo a districarci in questa matassa di aziende in cui Vagaggini ricopre uno o plurimi incarichi, partendo dal boccone principale, ossia ATAP Spa, che egli amministra dal lontano 2000. ATAP Spa, azienda di trasporto urbano, è una Partecipata, ossia di proprietà dei nostri Enti Locali: – Il Comune di Pordenone possiede il 31,86% delle azioni – la Provincia di Pordenone possiede il 27,88% delle azioni – il comune di Cordenons e Porcia il 15,53% delle azioni – altri il rimanente 5,23% delle azioni.

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Dalla mappatura degli incarichi in capo al Sig. Vagaggini è evidente che egli ha un potere enorme: 16 cariche in 11 aziende, tra pubbliche e private. Di conseguenza la domanda sorge spontanea: come ha fatto quest’uomo a diventare così potente? Proviamo a districarci in questa matassa di aziende in cui Vagaggini ricopre uno o plurimi incarichi, partendo dal boccone principale, ossia ATAP Spa, che egli amministra dal lontano 2000. ATAP Spa, azienda di trasporto urbano, è una Partecipata, ossia di proprietà dei nostri Enti Locali: – Il Comune di Pordenone possiede il 31,86% delle azioni – la Provincia di Pordenone possiede il 27,88% delle azioni – il comune di Cordenons e Porcia il 15,53% delle azioni – altri il rimanente 5,23% delle azioni.

 

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Gli organi di amministrazione di ATAP Spa vengono quindi nominati dai nostri amministratori locali, in questo caso i sindaci dei comuni azionisti, nonché dal presidente della Provincia. Ed è a quest’ultimo, all’epoca Elio De Anna, che probabilmente il Sig. Vagaggini deve l’inizio di un’ascesa inarrestabile che dura da ben sedici anni, a prescindere dal fatto che al governo della città e della provincia si siano alternati governi di qualsiasi colore. E’ inevitabile, stando così i fatti, chiedersi se la politica ha ancora gli strumenti per controllare un Vagaggini, oppure è Vagaggini che detta le “regole” ai nostri politici? Una cosa è certa, 16 incarichi in 11 aziende tra private e pubbliche fanno inevitabilmente dedurre che la politica sta all’affarismo come l’affarismo sta alla politica. Noi che siamo “sensibili ai numeri” amiamo confrontarli. I numeri vincenti di Vagaggini sono 16-11-16, ovvero 16 incarichi in 11 aziende in 16 anni. La media, ci pare di un incarico ad anno! Visto che quest’uomo è così bravo e vincente da far impazzire i politici da ben sedici anni, le considerazioni che ci vengono spontanee sono DI DUE TIPI, UNA POLITICA E L’ALTRA LUDICA: noi non cambiamo politici da ben 16 anni (destra o sinistra=stessi capi) e Vagaggini uomo dalle uova d’oro.. meglio giocarsi i numeri alla faccia della ludopatia!

 

 

 

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