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Archives for febbraio 2016

PROGETTO PISUS: GESTIONE DEI CONTRIBUTI EUROPEI, UN’OCCASIONE MANCATA? STEFANONI, PORDENONE 5 STELLE: “TANTO A POCHI, NULLA A MOLTI. PREMIATO SOLO UN RICHIEDENTE SU TRE.”

 
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Samuele Stefanoni con il portavoce M5S al Senato Nicola Morra

Gli attivisti del meetup Pordenone5Stelle hanno esaminato i fondi del Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile gestiti dal Comune di Pordenone tramite l’organismo interno “Pordenone in rete” che prevedeva lo stanziamento di contributi Europei a fondo perduto di € 1.200.000,00, atti a risollevare le sorti di un territorio provato dalla crisi.
“Pordenone – spiega
l’attivista Mara Turani – beneficerà dei fondi europei PISUS secondo criteri scelti dal Comune, che da un’analisi appaiono ed esempio diversi da altri capoluoghi come Udine e Gorizia con attribuzione di punteggi e criteri di priorità diversi tra loro.
Facciamo qualche esempio nello specifico:
Per Pordenone 50 punti venivano attribuiti ai progetti dedicati alla valorizzazione delle attività dedicate all’artigianato tradizionale, attività commerciali con carattere di carenza di offerta e richiesta da parte dei consumatori, 15 punti per attività in aree del centro, 10 alle ristrutturazioni, mentre ai progetti presentati dalle imprese giovanili venivano assegnati solo 10 punti e 5 alle imprese femminili.
L’aggiunta del wi-fi portava altri 10 punti.
Risultati: 54 istanze, 5 esclusi e 18 i vincitori (con solo 7 attività nuove). La maggioranza dei vincitori prevede la ristrutturazione dei locali e aggiunta di collegamenti internet wi-fi.
Tra le 7 nuove attività: 1 negozio di vendita casalinghi, 1 nuovo ristorante green, 1 panificio-pasticceria, 1 attività produzione occhiali, 1 nuova macelleria e prodotti tipici friulani, 1 laboratorio di marmellate biologiche e 1 attività di aerofotografia.
Gorizia invece ha preferito premiare i progetti con maggiore impatto occupazionale, con maggior recupero sul degrado degli edifici e con tempi stretti di realizzazione. Udine ha privilegiato l’abbattimento delle barriere architettoniche, la riqualificazione del paesaggio urbano e soprattutto l’abbattimento degli affitti.
Nella sostanza il PISUS a Pordenone ha penalizzato giovani imprenditori e imprenditrici desiderosi di affacciarsi al mercato a vantaggio di chi voleva attuare ristrutturazioni di attività già avviate da anni.”
“Da quanto analizzato – prosegue l’attivista del gruppo pentastellato pordenonese
 Samuele Stefanoni – emerge che se l’obiettivo era lo SVILUPPO del territorio urbano e non la RISTRUTTURAZIONE, decisamente non è stato centrato.
Sarebbe stato più funzionale, a parere nostro, stabilire un diverso criterio di assegnazione dei punteggi, per lo meno in maniera più articolata e che avesse premiato un maggior numero di soggetti richiedenti, diversamente da quanto fatto dal comune che premia solo una attività su 3.
Tenuto conto che dei 18 assegnatari dei fondi parecchi usufruiranno di somme che in più casi sono di 100-70-50.000 euro, si può affermare che il Comune ha dato tanto a pochi e nulla a molti”
Per Pordenone5Stelle rimane comunque quel sano retrogusto di un dubbio lecito: ci siamo persi un’occasione?
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FENOMENO DEL BULLISMO: QUALI LE SOLUZIONI?

STOP AL #BULLISMO
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Nella stesura del programma per le #Amministrative2016 tra le varie tematiche affrontate con gli attivisti del Meetup Pordenone 5 Stelle, una cui abbiamo posto particolare attenzione all’interno del capitolo relativo alla  ⭐️città bene_stante riguardante la #salute, il #welfare ed il sostegno alle famiglie, è quella del #bullismo che negli ultimi tempi ha scosso anche la nostra cittá.
É necessario – evidenziano Samuele Stefanoni e Suna Camatta – sviluppare azioni di sensibilizzazione che portano alla conoscenza, prevenzione e azione che coinvolgano tutti gli attori interessati (gli studenti e le loro famiglie, il Comune e gli istituti scolastici, il tribunale per i minori, le forze dell’ordine),come quelle previste dal protocollo d’azione appositamente ideato dal presidente del tribunale dei minori di Trento, già positivamente testato nel comune di Monfalcone.
 Noi del Meetup riteniamo che in primis è necessaria una forte volontà politica che si concretizzi attraverso un serio stanziamento di fondi regionali e comunali per la formazione del corpo insegnanti in percorsi di aiuto e riconoscimento delle difficoltà oggettive degli studenti;
Poi proponiamo l’attuazione di questo Protocollo nel nostro comune, che nel dettaglio si suddivide in tre percorsi:
– la prevenzione, che prevede incontri e laboratori per riconoscere i comportamenti a rischio;
– il contenimento, che prevede il contatto diretto tra gli istituti scolastici e gli allievi interessati ed i loro familiari ed eventualmente con la segnalazione ai servizi sociali. Se questa prima fase non ottiene risultati si passa ad un azione di ammonimento da parte del questore.
– il ricorso in giudizio, che prevede, nel caso in cui i primi due i percorsi risultano fallimentari, l’intervento del tribunale dei minori in quanto si considera il fenomeno del bullismo alla stregua degli atti persecutori di cui all’articolo 612 bis del codice penale, reato perseguibile d’ufficio.
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CAMBIO ROTTA PER L’ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO

Il flusso dei richiedenti asilo che giungono a Pordenone non trova fine e, stando ai dati ufficiali raccolti tramite la Prefettura, non è destinato ad esaurirsi in tempi brevi.

Nei mesi autunnali dell’anno scorso avevamo assistito all’inattività del Sindaco Pedrotti che, sul presupposto della mancanza di una competenza specifica del Comune ad intervenire nella gestione del problema, benché formalmente legittimo, aveva dimostrato il proprio disinteresse morale e politico verso qualsiasi altra forma positiva di intervento nell’accoglienza delle persone. Infatti i richiedenti asilo erano stati relegati per settimane al freddo delle tende allestite presso il parco S. Valentino, prima che venissero trasferiti in luoghi adeguati. Tutto ciò senza che ci fosse un piano coordinato di intervento, con continui rimpalli di responsabilità fra i soggetti interessati e macroscopiche carenze nell’assistenza delle persone. In questo ”groviera” della solidarietà, il volontariato si era organizzato in una rete solidale che aveva svolto una fondamentale azione concreta di supplenza, garantendo ai richiedenti asilo generi di prima necessità, assistenza medica e informazioni sugli adempimenti amministrativi da sbrigare.

Attualmente sono circa seicento i richiedenti asilo presenti sul territorio provinciale e a gennaio si è chiuso il bando nazionale di gara pubblicato dal Ministero dell’Interno per l’affidamento del servizio della gestione dell’ accoglienza di 800 persone. In gioco ci sono 9 milioni di euro. Vi hanno partecipato cooperative, sia di derivazione cattolica che laica, su cui chiediamo che la Prefettura vigili attentamente, soprattutto circa le spese e il servizio che esse si sono impegnate a erogare.

Crediamo che il Comune però non possa continuare a lavarsi le mani della questione come ha fatto finora, ma debba invece assumersi un ruolo-chiave di protagonista e che, nel rispetto delle reciproche competenze istituzionali, diventi soggetto attivo. Vogliamo in particolare che il Comune di Pordenone convochi una tavola rotonda per la redazione di un protocollo per l’accoglienza diffusa insieme ai Comuni limitrofi, la Prefettura, la Questura, gli enti gestori dell’accoglienza e i portatori delle istanze del territorio, per disciplinare le fasi, gli interventi e il coordinamento della situazione locale. In questa sede potranno essere individuati le cd. strutture “HUB” per le pratiche di identificazione e i controlli sanitari, quelle adibite ad accogliere le persone durante la pendenza delle domande di asilo e infine quelle ove saranno ospitati gli effettivi beneficiari della protezione internazionale.

Vogliamo inoltre che il Comune di Pordenone partecipi, con l’istituzione di un ente ad hoc qualificato o in prima persona, ai futuri bandi di assegnazione del servizio di accoglienza, in modo tale da evitare che ingenti flussi di denaro pubblico possano essere destinati a soggetti esterni, con conseguente risparmio di spesa pubblica. Così si eviteranno le omissioni e i ritardi già verificatisi e, soprattutto, la Città saprà far fronte ai futuri arrivi in maniera efficace, responsabile ed etica.

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STEFANONI – PORDENONE5STELLE : SENZA ASSEMBLEE DI QUARTIERE SI CREA ULTERIORE MURO TRA CITTADINI E ISTITUZIONI

PER IL MEETUP È PERÒ NECESSARIA L’ABOLIZIONE DEI GETTONI DI PRESENZA E MAGGIOR IMPEGNO DEI CONSIGLIERI COMUNALI.12278821_101689250200482_2887145877742700578_n
“L’abolizione tout-court delle circoscrizioni senza l’istituzione di assemblee di quartiere non potrà che aumentare la distanza tra i cittadini e le istituzioni. Questo il commento a caldo di Samuele Stefanoni del MeetUp Pordenone5Stelle sulle intenzioni della maggioranza comunale a guida PD-Fiume. Noi consideriamo le assemblee dei quartieri, come uno strumento fondamentale che, più di tanti altri, ha le potenzialità per applicare al meglio il concetto di democrazia diretta.”
“E’ evidente che un consiglio di quartiere possa affrontare in maniera più specifica le problematiche quotidiane dei residenti di un determinato territorio, per via del numero più ridotto dei destinatari dell’attività amministrativa. Decoro, viabilità, scuole, sicurezza, e partecipazione sono esempi che trovano soluzione principalmente in base alle segnalazioni, alle idee e alle esigenze dei cittadini dei quartieri che la centralità del Municipio non sempre sa risolvere”.
Tuttavia, il MeetUp Pordenone5Stelle riafferma la necessità di rivedere quest’importante collante tra i cittadini, i propri rappresentanti e il Comune. Innanzitutto, riteniamo necessaria l’abolizione del gettone dei consiglieri e dei presidenti circoscrizionali, la cui partecipazione avverrebbe dunque su uno spirito di partecipazione in forma volontaria, abbattendo i costi della macchina amministrativa e allo stesso tempo rafforzando uno degli strumenti più antichi del mondo: la democrazia diretta.
Riteniamo inoltre che ogni circoscrizione non debba essere presieduta da un presidente nominato ad hoc (con relativa indennità) ma ad uno o più consiglieri comunali a turno che risiedono in quel determinato territorio così da impiegare utilmente tutte le conoscenze che solo chi abita e vive un quartiere conosce, magari parlando con il proprio vicino di casa.
Collante tra le circoscrizioni e il comune devono essere i consiglieri comunali, i quali dovrebbero essere delegati anche a ruolo di verifica delle esigenze di quartiere, con assemblee di quartiere, senza costi aggiuntivi, come avviene per altro in tutti gli altri Comuni della Provincia che non hanno le circoscrizioni.
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