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Archives for gennaio 2015

Il PD? “Pordenone Difficile” #M5SPN

PORDENONE DIFFICILE.

Forse la cittadinanza di Pordenone si aspettava di più in questi 14 anni a gestione PD , anche se nel cuore di ogni cittadino, c’è sempre la normale e giusta diffidenza per chi fa facili proclami, che poi alla prova dei fatti si dimostrano altra cosa.
E la prova dei fatti non perdona, il tempo passa e non perdona – è la nota del MeetUp  Pordenone5Stelle – e ora il 2015 fa scoprire il lato oscuro della luna su tutti gli errori madornali del PD.
Se Pordenone sta soffrendo una forte crisi territoriale, sociale, economica e occupazionale, giocoforza la colpa maggiore va ascritta in primis a chi questo territorio l’ha gestito.
14 anni sono molti, troppi e gli esempi sono impietosi.
A partire dal territorio che è stato oggetto di un selvaggio consumo di suolo e lo è tutt’ora.

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Oltre alla grave cementificazione in città viene da chiedersi cosa a spinto il PD cittadino ad accettare la costruzione di un’inutile ecomostro come il Centro Commerciale Meduna? A che fine? Per dare sviluppo alla città a livello commerciale?
La realtà parla di una crisi del commercio che prima ha colpito i negozianti in città e ora a cascata sale alla fonte della grande distribuzione come sta avvenendo in questi giorni con i casi Metro e lo svuotamento di Via Nuova di Corva e dell’area della Dogana.
I negozi recano la scritta “AFFITASI” o “VENDESI”, non la scritta “ SI ASSUME”.
E come mai il PD ha deciso la tassazione dei parcheggi a € 1,60 all’ora? (più cara di Trieste e di altri grossi centri del Veneto). Come mai dopo questo salasso le strade del centro sono vuote? Viceversa perchè le strade free-ticket oltre il ring sono sempre congestionate?

Non esiste alcuna politica pro-microimprese.
Di fatto artigiani, commercianti, liberi professionisti sono diventati solo centri di tassazione selvaggia come la TASI, la TARI, le varie addizionali IRPEF, e ora i cittadini vengono clamorosamente multati anche per il conferimento spinto dei rifiuti in centro, come se fossero diventati loro la colpa dei fallimenti della politica dissennata del PD.
Per cosa? Per una confezione in tetrapack oleato che non si sa che è carta o plastica o chissà cosa?
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E poi non c’è nessuna politica per i cittadini.
Moltissimi cittadini sono in seria difficoltà, senza lavoro o precari, non c’è alcun aiuto all’imprenditoria, zero. Nessuno stanziamento che rilanci il lavoro.
E nel frattempo mentre il leader del PD Renzi afferma che gli italiani si stanno arricchendo, in ambito locale e spinta a tutti i livelli gerarchici (Regione, Provincia e Comune) prosegue l’opera di devastazione con un’altra strada: la Bretella Sud per collegare il Centro Meduna all’Autostrada.
Diciotto milioni di euro (18!) per un’altra strada che occuperà i quartieri di Villanova vecchia, anziché investire questi milioni in aiuti per il lavoro.
Ancora sprechi, ancora soldi, ancora appalti, ancora devastazione del territorio, quando a 3 km c’è il raccordo di Cimpello.
Il tutto mentre il PD vuole farsi uno smile-look con una serie infinita di conferenze su un Piano Regolatore “finto-sostenibile” sdoganato con lo slogan Pordenone Più Facile.
Noi del MeetUp Pordenone5Stelle lo ridefiniamo come il partito che governa questa città: PD, Pordenone Difficile.

Gruppo Stampa M5SPN

pordenone

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#FIRMADAYM5SPN – #FUORIDALLEURO – PORDENONE5STELLE

#‎FUORIDALLEURO   #FIRMADAYM5SPN

Raccolta firme sabato 17 Gennaio a Pordenone, Porcia, Fontanafredda e Spilimbergo

 

Prosegue anche sul territorio pordenonese la raccolta firme per Prosegue nel territorio Pordenonese la campagna del Movimento 5 Stelle per la  raccolta delle firme per la legge popolare propedeutica all’indizione di un referendum consultivo per l’uscita dall’euro e il ritorno alla moneta nazionale .

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Quello di sabato sarà a tutti gli effetti un #firmaday, con eventi in diverse località della provincia: sarà possibile aderire a #fuoridalleuro a :

  1. Pordenone – piazzetta Cavour , dalle 9 alle 13;
  2. Porcia – nei pressi del supermercato Conad di via Roveredo , dalle 9 alle 12;
  3. Fontanafredda – davanti al supermercato Bingo di viale Venezia, dalle 10 alle 13;
  4. Spilimbergo – in piazza Garibaldi, dalle 9 alle 13.
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Attivisti del Meetup Pordenone 5 Stelle

 

La raccolta firme è coordinata dal Meetup Pordenone 5 Stelle, con gli attivisti che presidieranno i banchetti, distribuendo materiale informativo.

Sabato sarà presente anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Marco Zullo, che illustrerà i motivi che hanno spinto a lanciare la campagna referendaria: «In questa maniera spingiamo affinché l’Italia si riappropri della propria sovranità, respingendo le politiche d’austerità dell’Europa delle banche, che vanno nella direzione opposta rispetto alle misure di crescita di cui avrebbe bisogno l’Italia. La raccolta firme sta andando molte bene, con centinaia di persone che hanno già aderito alla campagna anche in provincia di Pordenone». Per informazioni è possibile consultare www.fuoridalleuro.com,  o scrivere a pn5stelle@gmail.com

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CHIUDE IL CASH AND CARRY METRO DI PORDENONE – 48 LAVORATORI A CASA

 

Mentre per Renzi “le famiglie italiane iniziano ad arricchirsi”, la realtà parla di disoccupazione e difficoltà economiche per i nuclei familiari, anche nella nostra regione». Lo sostengono gli attivisti del meet up Pordenone 5 Stelle, commentando la notizia della prossima chiusura del cash and carry Metro, che comporterà il taglio di 48 lavoratori. «Renzi, con le sue parole al Parlamento europeo – commentano gli attivisti – ha dimostrato una volta di più il profondo scollamento tra istituzioni e cittadini: da un lato, le vane promesse, le vuote parole; dall’altro, le oggettive difficoltà di lavoratori e famiglie che non hanno più certezze, costrette a vivere quotidiane difficoltà per garantirsi e garantire ai propri figli un’esistenza degna». Secondo il Movimento Pordenonese , «è opportuno che le istituzioni locali si attivino per scongiurare la chiusura di Metro o quantomeno per assicurare un percorso d’uscita e reinserimento lavorativo efficace ai 48 lavoratori che all’improvviso si ritroveranno per strada».

 Un pensiero sottoscritto anche dall’europarlamentare pordenonese del Movimento 5 Stelle, Marco Zullo: «Stiamo vivendo cambiamenti epocali e forse qualcuno, anche sulla pelle dei più deboli, dovrà rendersene conto – commenta il portavoce europeo -. I modelli economici di vent’anni fa sono oggi stravolti, completamente modificati: serve sostenibilità nelle azioni, anche da parte dei Grandi Gruppi Imprenditoriali e chi non è disposto a cambiare o non ha l’acume per farlo, paga, trascinando con sé incolpevoli lavoratori, anello debole della catena. Purtroppo, in tutto questo, il governo nazionale continua a non battere ciglio, convinto realmente che gli italiani si stiano arricchendo: il discorso con cui Renzi ha concluso l’insipido semestre di guida italiana in Europa è stato significativo delle occasioni perse nello stesso lasso di tempo.
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L’Eurodeputato M5S Marco Zullo durante il suo intervento al Parlamento Europeo , in risposta a Renzi sulla chiusura del semestre di presidenza italiano

 L’occupazione continua a decrescere, l’economia a stagnare: in tutto questo, il premier continua a scattare selfie a un’Italia che viaggia con le marce basse costantemente inserite, pronta a fermarsi».

GRUPPO STAMPA

M5S PN

 

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#M5SPN – LA SALA SLOT A ROVEREDO NON DEVE APRIRE, IL COMUNE INTERVENGA

LA SALA SLOT A ROVEREDO NON DEVE APRIRE, IL COMUNE INTERVENGA

“La sala slot a Roveredo in Piano non deve aprire. Nonostante la protesta contro l’apertura del locale Royal Prestige, molti attivisti ci segnalano che il rischio di avere l’ennesima sala gioco sul territorio è concreto. Non è vero che il Comune ha le mani legate. Può intervenire, lo faccia subito”. Il Meetup di Pordenone 5 Stelle, espressione locale degli attivisti pentastellati del territorio Pordenonese, si solleva contro la sala slot Royal Prestige che rischia di aprire a Roveredo in Piano, in via Bretella, proprio nel complesso commerciale alle porte del paese.

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Sin dai primi di dicembre, la polizia ha imposto agli operai di coprire l’insegna con un telo nero, per mancanza del permesso comunale sulla pubblicità, ma le scritte sono ancora evidenti dalla strada. Un nutrito gruppo di cittadini si è subito opposto e ha fatto partire una raccolta firme per vietare l’apertura. Anche il sindaco Giacomini si è dichiarato contrario, ma ha aggiunto che non può opporsi all’apertura perché le licenze sono libere e al Comune non viene chiesto alcun parere preventivo.

E’ proprio cosi? Il Comune ha davvero le mani legate?

Sull’insegna campeggia la scritta “VLT & SLOT”, ovvero videolottery e slot machine. Un locale con apparecchiature di videolottery è definito “sala giochi” e in quanto tale deve ricevere il via libera del Comune per l’apertura. In molti casi questa norma viene aggirata comunicando l’inizio di attività libera (Cial), che a posteriori permette il cambio di destinazione d’uso dei locali tramite documento unilaterale. In questo modo qualunque locale può passare da “sala scommesse” (per cui non è richiesta l’autorizzazione del Comune) a “sala giochi”, senza passare attraverso il Comune. Ma se il Comune indicasse nella zona di ingresso del paese un “luogo sensibile”, la sala giochi potrebbe essere vietata dal sindaco.

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La legge regionale 1 del 14 febbraio 2014, all’articolo 6, competenze dei Comuni, segnala infatti che “non è consentito l’insediamento di attività che prevedano locali da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito a una distanza…entro il limite di cinquecento metri, misurati lungo la via pedonale più breve” da cosiddetti luoghi sensibili come chiese, scuole e strutture residenziali e che “i Comuni possono individuare ulteriori luoghi sensibili…tenuto conto dell’impatto degli insediamenti…sul contesto e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica”.

La sala giochi Royal Prestige non è lontana dalla zona residenziale di Roveredo e si trova in un luogo frequentato da una parte dei suoi 6 mila abitanti, visto che si trova nel complesso commerciale. Allora perché non dichiaralo “luogo sensibile”? Cosa impedisce questa semplice mossa politica? Il sindaco Giacomini si attivi subito.

Il Movimento 5 Stelle è in prima linea contro le sale gioco e anche nell’ultimo assestamento di bilancio in consiglio regionale ha proposto l’azzeramento dell’addizionale Irap regionale per i negozianti che rifiutano le slot machine. Purtroppo la maggioranza si è dimostrata sorda alle nostre richieste e anche lo scorso anno non ha accolto la proposta di estendere la legge regionale sul gioco d’azzardo agli esercizi già in piedi, non solo a quelli di nuova apertura.

La ludopatia non è una patologia di serie B”, spiega il portavoce europeo Marco Zullo che sul tema ha presentato una dichiarazione scritta da far approvare al Parlamento Europeo. “Chi è affetto da ludopatia risulta incapace di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, trascura lo studio o il lavoro e può arrivare a commettere furti e frodi e compromettere in maniera irrimediabile i rapporti personali. Un ludopatico è un malato a tutti gli effetti e come ogni malato va seguito e curato. I costi del recupero sociale dei giocatori compulsivi sono a carico dei Comuni e dei loro cittadini. I sindaci dovrebbero quindi prevenire questi fenomeni disincentivando nuove sale giochi”.

 

 

Gruppo Stampa

Meetup Pordenone 5 Stelle

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