Skip to main content Skip to search

Archives for novembre 2013

Fiume Veneto. Riprese Consiglio Comunali finalmente online.

La scorsa settimana gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Fiume Veneto hanno chiesto spiegazioni al Sindaco Christian Vaccher in merito alla mancata autorizzazione per le riprese audio-video del Consiglio Comunale (articolo: Fiume Veneto. Operazione Fiato sul Collo, telecamere ancora negate in Consiglio Comunale).

Con piacere pubblichiamo la risposta ricevuta e possiamo constatare che grazie all’operato degli attivisti ora è possibile visionare le riprese del Consiglio sul sito del Comune: http://www.comune.fiumeveneto.pn.it/Video-Consiglio-Comunale.35661.0.html

Siamo inoltre fiduciosi di poter avere una risposta positiva anche ai solleciti riguardanti la possibilità di avere la Diretta Streaming e la completa pubblicazione dei dati informativi dei soggetti che operano nel Comune,

 

risposta-riprese-fiumeveneto

Documento in formato pdf (link)

Movimento 5 Stelle Fiume Veneto

Read more

Fiume Veneto. Operazione Fiato sul Collo, telecamere ancora negate in Consiglio Comunale.

Fiume Veneto. Operazione Fiato sul Collo. Nonstante i reiterati solletici da parte degli attivisti del Movimento 5 Stelle e le continue promesse del Sindaco, neppure il prossimo Consiglio Comunale previsto per lunedì 18 novembre sarà accessibile ai Cittadini tramite WEB.

Proponiamo di seguito la lettera inviata dagli attivisti del Movimento 5 Stelle al Sindaco di Fiume Veneto.

Quanto si sta adoperando l’Amministrazione Comunale per essere Trasparente nei confronti dei Cittadini?

—–

16 novembre 2013

All’attenzione del Sig. Sindaco di Fiume Veneto e ai capi gruppo Consigliari
oggetto: considerazioni su comunicazione riprese audiovideo

Le scrivo in qualità di Organizer del Meetup del Movimento cinque Stelle Fiume Veneto e intestatario della Sua risposta in merito alle videoriprese del Consiglio Comunale, per chiedere delucidazioni a riguardo; alla prima nostra domanda Lei si era appellato all’articolo 48, che non prevedeva il Web come metodo di diffusione e non prevedeva archiviazione, salvo poi dirci che se avessimo presentato un’altra domanda, escludendo l’archiviazione, sarebbe stata accettata immediatamente. Non ricevemmo mai risposta alla nostra seconda richiesta, inoltrata in base a questa Sua indicazione.

Solo dopo esserci presentati in Consiglio Comunale con le telecamere, che non ci ha permesso di usare, ha manifestato dinnanzi alla presenza di più di una ventina di persone la volontà di prendere una posizione in merito, in accordo con i capi gruppo. Ha affermato, sempre in sede di quella riunione consiliare, che Lei stesso avrebbe convocato un’assemblea dei capi gruppo. In quel frangente Le abbiamo fatto presente che non era necessaria l’autorizzazione dei capi gruppo e che poteva decidere in autonomia come previsto dall’articolo 48. Ebbene, questa Sua volontà di rispondere alla nostra richiesta di trasparenza non si è concretizzata nè con questa riunione, che Lei non ha indetto, nè comunicandoci una Sua posizione sull’argomento.

Se non fosse stato per i solleciti del gruppo Flumen e del presidente della commissione regolamenti Mauro Piva, che ha portato nella stessa commissione la discussione, chissà quando avremmo avuto la possibilità quantomeno di affrontare l’argomento.

Approfitto per rammentarLe che in quella commissione, a cui eravamo presenti, il Segretario Comunale ha ammesso di non conoscere la differenza tra streaming e archiviazione e quindi ci siamo chiesti e continuiamo a porci lo stesso interrogativo ad oggi, come potesse rispondere ad una nostra domanda senza averne le competenze.

La commissione si è espressa all’unanimità favorevolmente alle riprese e alle trasmissioni, sia in diretta che in archiviazione, utilizzando come strumento la revisione dell’attuale regolamento. Nel frattempo è stata espressa da parte della stessa Commissione, la volontà di concedere l’autorizzazione a chi avesse fatto domanda, al fine di rendere attuabile questo servizio da subito per i cittadini. Abbiamo pertanto presentato ulteriore domanda per ottenere finalmente la facoltà di riprendere le sedute e a due giorni dal Consiglio Comunale ci avete mandato una risposta negativa.

Le chiedo, visto che la Sua risposta non è chiara ed univoca, se già dal 18 novembre 2013 il Comune provvederà alla messa in onda o allo streaming del Consiglio Comunale. In caso affermativo, Le chiediamo la pubblicazione on-line e su tutti i mezzi di comunicazione a Sua disposizione (compresa, se possibile, una dichiarazione pubblica sui quotidiani locali) quale sia l’indirizzo internet del canale di trasmissione. Questo perchè, al momento, sul sito del Comune non esiste alcuna sezione o altro link a riguardo. Oltretutto La informo che per creare un collegamento al sito del Comune non ho bisogno della Sua autorizzazione in quanto sito pubblico.

Considerati tutti questi ostacoli fino ad ora riscontrati da noi Cittadini, purtroppo siamo portati a pensare che non si stia adoperando appieno per dare la possibilità a tutta la cittadinanza di sapere come la Sua amministrazione stia lavorando. Mancando questo servizio, non tutti i cittadini possono presenziare ai lavori del Consiglio Comunale. A chi per motivi di lavoro, salute o familiari, alle persone che non possono o riescono a seguire i lavori dell’Aula, si aggiungono anche coloro che non riescono ad entrare per tempo fisicamente nella Sala Consiliare, la quale più di qualche volta non è stata in grado, per limiti di capienza e sicurezza, di ospitare tutti gli interessati.

Altro aspetto che ci fa dubitare sulla sua solerzia nel risolvere questi aspetti sulla trasparenza, è la mancata pubblicazione sul sito del comune di diverse informazioni relative alla Sua persona ed agli altri eletti. Dal 17 ottobre 2013, in base all’articolo 14 del decreto legislativo 14. 3. 2013 n° 33 sulla trasparenza dell’informazione della pubblica amministrazione, il comune avrebbe dovuto rendere pubbliche, per i titolari di incarichi politici di carattere elettivo, i documenti indicati come da punto a) l’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo; b) il curriculum; c) i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici; d) i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti; e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi f) le dichiarazioni di cui all’articolo 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441, nonche’ le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell’organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7. 2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui al comma 1 entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell’incarico dei soggetti, salve le informazioni concernenti la situazione patrimoniale e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell’incarico o del mandato. Decorso il termine di pubblicazione ai sensi del presente comma le informazioni e i dati concernenti la situazione patrimoniale non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio.

Esentando i comuni sotto i 15.000 abitanti solo per quel che riguarda il punto f) le dichiarazioni di cui all’articolo 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441, nonche’ le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell’organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7.

Cercando detti documenti sul sito non ho trovato il Suo curriculum e nemmeno quello di altri assessori e di alcuni consiglieri; i curricula presenti non sono in formato europeo e sono scritti a mano, qualche volta con calligrafia, a parer nostro, indecifrabile, scansionati non con la dovuta cura, alcuni con un’inadeguata definizione, al punto da non risultare leggibili, su carta non intestata; inoltre non c’è traccia dei dati concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione della carica. Le ricordo che in base all’articolo 47 comma 1 sempre dello stesso decreto legislativo si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, che va da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata o incompleta comunicazione dell’informazione e dei dati.

Tutto questo è un segnale poco rassicurante. Ricordo anche le figure non proprio decorose, durante lo scorso Consiglio Comunale e durante la Commissione Regolamenti in merito al regolamento sull’ecopiazzola. L’argomento era proprio incentrato sulle modalità e le possibilità che questa Giunta possa amministrare in modo corretto il nostro Comune e i nostri soldi. Lo scriviamo e lo sottolineaiamo come chiusura della presente, proprio per cercare di ricordarLe che i soldi con cui venite retribuiti e che dovete gestire sono i nostri.

Distinti saluti

Movimento cinque stelle Fiume Veneto

Read more

TAV, perchè parlarne a Pordenone? – Sabato 9 nov 2013

sabato 9 novembre 2013, ore 17.00
Sala della Regione
via Roma, Pordenone

Relatori:

Ivan Della Valle (deputato cittadino M5S)
Cristian Sergo (portavoce M5S in regione FVG)
Luca Carabetta (esperto NO TAV Val di Susa)


Sul fatto che la rete ferroviaria del FVG sia vittima di un deficit infrastrutturale non ci piove, in barba all’intesa firmata nell’ormai lontano 2002 tra i Ministro Lunardi e Renzo Tondo, dove la questione fu definita di “preminente interesse nazionale”. Il frutto di otto anni della solita melina (che già conosciamo per la questione attinente l’ospedale di Pordenone) ha finalmente prodotto, nel 2010, la necessità di realizzare il Corridoio 3 (Trieste-Ljubljana-Kiev). Di conseguenza, la RFI (tramite la sua società di progettazione Italferr SpA) ha presentato il progetto AV/AC per le linee Portogruaro-Ronchi e Ronchi-Trieste, in prosecuzione delle tratte Venezia-Aeroporto Tessera e Aeroporto Tessera-Portogruaro.

Il M5S FVG è molto scettico sulla fattibilità dell’opera e desidera, con queste note, spiegarne i motivi. A parte  il fatto che l’Italferr  ha ricompreso l’intero percorso nel rapporto inviato alla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale (CTVA), noi riteniamo che l’iter procedurale previsto dal Ministero doveva essere inizialmente unico. La tendenza a trattare le cose in modo differente per facilitarne l’attuazione a stralci è il primo indice di debolezza di un progetto. Se esso non è fattibile in una sola parte della tratta, significa che non è fattibile per l’intero e che bisogna pensare a un’altra soluzione. Oltretutto, pare che lo stesso commissario governativo, l’arch. Bortolo Mainardi, abbia competenza solo fino a Ronchi, escludendo quindi tutta la tratta isontina e triestina. E proprio in quest’ultimo caso specifico, desta sospetto l’urgenza con la quale le integrazioni al progetto preliminare siano state inviate ai comuni delle province di Gorizia e Trieste solo quest’estate (benché fossero pronte dal 2012), paventando il fatto che, se non si fosse potuto approvare il progetto preliminare entro il 30 aprile 2013 della tratta Ronchi–Trieste, sarebbero sfumati i finanziamenti europei per una cifra (mai ufficialmente rivelata), di circa 24 milioni di euro. Non sappiamo con certezza cosa accade a Roma, ma in Friuli Venezia Giulia aprile viene prima dell’estate. Ignorando tutto questo, la Giunta Serracchiani si è limitata ad emanare una delibera di Giunta in cui chiede un nuovo progetto per il Tratto compreso tra il fiume Tagliamento e Cervignano, finalizzato a individuare un tracciato che affianchi la ferrovia esistente, con l’eliminazione dei colli di bottiglia, l’azzeramento dei passaggi a livello e il raddoppio della tratta Palmanova–Udine.

Ma vediamo qualche numero. Secondo l’analisi economica presentata da RFI per l’intera tratta Venezia – Trieste AV-AC, serviranno 7,5 miliardi, di cui 1,8 per la sola tratta di 38 km tra Ronchi e Trieste. Per ammortizzare una tale spesa, gli stessi dirigenti di RFI hanno ipotizzato che la crescita dei flussi di traffico debba essere “alta” soprattutto in termini di sviluppo macroeconomico, con conseguenti investimenti anche nelle infrastrutture portuali. Per un corretto ammortamento, la stessa RFI ipotizza “il raggiungimento degli obiettivi del quadruplicamento”, lasciando intendere come si rendano necessarie “politiche di incentivazione all’utilizzo del trasporto ferroviario”. Quindi, la sola realizzazione dell’opera non garantirà affatto il passaggio delle merci tra gomma e rotaia. Dei costi di tali politiche incentivanti, che andranno a impattare profondamente sui bilanci pubblici della Regione e dello Stato, non si fa alcun riferimento, così come non si accenna al fatto che, negli ultimi anni, si sia riscontrata una costante diminuzione del traffico merci su rotaia (il 12% circa nell’ultimo biennio). In sostanza, dopo aver speso 7,5 miliardi, saremo costretti a spenderne altri per incentivare l’uso della ferrovia. Appare chiaro che si stiano per affrontare spese miliardarie, ma non  si abbia la minima idea né della loro utilità né di quanto ci verranno a costare nella realtà.

Proseguendo nella sua fredda trasparenza, è sempre la stessa RFI a valutare come trascurabili i benefici che la costruzione della TAV porterà al traffico passeggeri e che, in ogni caso, essi si ripercuoteranno negativamente sul traffico aereo in direzione Milano e Roma, diminuendo del 15% il traffico del già asfittico aeroporto di Ronchi, rendendo del tutto inutile il progetto di costruire la stazione intermodale (peraltro non inserita nei costi del progetto TAV) proprio in prossimità dell’aeroporto. E’ ancora e sempre la RFI a confermarci che bucare il Carso sia un’inutile castronata, quando afferma che, attualmente, gli unici rischi di congestione della linea ferroviaria interessata dall’opera potrebbero esserci tra il Bivio San Polo e il posto di Movimento di Aurisina, mentre tutte le altre tratte ferroviarie vengono sfruttate tra il 30% e il 40% del loro potenziale. Tra Trieste e Aurisina, per esempio, transitano 20 treni merci e 108 treni passeggeri, ma la rete è strutturata per farne transitare fino a 230; anche nella ipotesi più ottimistica di un aumento del traffico in futuro, è comunque possibile un transito massimo di 138 treni passeggeri e di altri 70 treni merci.

Del resto, lo stesso Mainardi, sentenzia che “scavare sul Carso è di una delicatezza unica”. In questo festival delle ammissioni, l’ultima perla della RFI non fa che riconoscere la rischiosità dell’opera, a causa dell’utilizzo di materiali altamente tossici per l’impermeabilizzazione delle gallerie, per le falde acquifere di un torrente, il Timavo, che è l’unico serbatoio d’acqua per tutto il triestino e il cui corso sotterraneo non è ancora del tutto noto. Inutile soffermarsi poi sulla palese violazione delle direttive europee in tema di ZPS (zone di protezione speciale e SIC (siti interesse comunitario) in termini di habitat, flora e fauna. Italferr auspica addirittura che le specie faunistiche possano trasferirsi altrove. Qualora lo decidessero, speriamo almeno che non gli si faccia  pagare il biglietto.

Il M5S FVG, oltre a sostenere che bucare il Carso è una follia, ritiene che il trasporto merci possa benissimo essere supportato dalla linea attuale. Con qualche accorgimento, essa é in grado di sostenere un’ipotetico sviluppo del Porto di Trieste quadruplo rispetto all’attuale. Sulla Trieste-Aurisina passano oggi una ventina di treni merci, e ne potremmo far circolare oltre 90 (concentrando il traffico merci nelle ore notturne, come si usava fare in passato), senza sventrare nulla e senza creare fastidiosi cantieri in città.

La TAV è totalmente inutile e noi non la vogliamo, ma vogliamo un progetto volto a potenziare tutta la tratta Portogruaro-Ronchi e non solo, come vorrebbe la giunta Serracchiani, tra il Tagliamento e Cervignano del Friuli. Lo stesso vogliamo nel tratto carsico, ma fino al posto di Movimento di Aurisina, senza che si preveda la realizzazione di nuove gallerie o l’ampliamento di quelle esistenti. Auspichiamo inoltre che sia fatto uno studio molto più approfondito dell’Analisi dei Costi Benefici relativa a tutti e quattro i tracciati del Progetto della Linea AV-AC Venezia–Trieste, perché non è più possibile brancolare in un buio creato ad arte per sgattaiolare da un interesse di bottega all’altro. Lo stesso immarcescibile Mainardi ci offre una degna conclusione, quando candidamente afferma che la ferrovia ad alta velocità da Venezia a Trieste non si farà, se va bene, prima del 2040, perché soldi non ce ne sono. La Venezia-Trieste – sostiene – è sfruttata al 40% e la sua saturazione avverrebbe in capo a un quarto di secolo solo a seguito della tanto auspicata, ma per nulla certa, esplosione del traffico nei porti del nord Adriatico.

La TAV Venezia-Trieste è un’opera talmente inutile che neppure l’iniziale piano TAV del 1991 la previde. Si sarebbe dovuta fermare a Padova, dove peraltro non è ancora arrivata perché ci si chiede (giustamente) che senso abbia l’AV su una tratta che, in 250 chilometri (il minimo sindacale per dare un senso alla velocità)  attraversa Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza e Padova, prima di arrivare a Venezia. La Venezia-Trieste,  infine, ha il suo unico senso nel completamento del fantomatico Corridoio 5 che dovrebbe collegare Lisbona a Kiev. Un ipotesi mitologica utile solo a far avanzare i cantieri e gli interessi delle società di costruzione e progettazione. Da Lisbona a Kiev, infatti, gli unici cantieri aperti sono quelli della Val di Susa. E mentre noi italiani ci scervelliamo e randelliamo, nessuno in Slovenia, in Francia, in Spagna e in Portogallo muove un solo dito per costruire qualcosa che abbia a che fare con il trasporto di merci su rotaia.

M5S Pordenone

Read more

Domenica 3 Novembre – Salvaguardiamo l’ecosistema delle grave del Cellina-Meduna

Il Movimento 5 Stelle di Cordenons organizza, per domenica 3 novembre, un’intera giornata dedicata alla conservazione e al rispetto del nostro territorio, dove gli attivisti e la popolazione sono invitati a discutere sugli interventi da mettere in atto per preservare l’ecosistema del fiume Meduna dall’assalto indiscriminato che quotidianamente subisce ad opera di chi ritiene il senso civico e il rispetto per la natura un irrilevante orpello culturale.

Immerso nell’ambiente magredile e delle risorgive, l’incontro vuole essere un’occasione per prendere coscienza delle problematiche connesse al crescente degrado dell’area delle Grave, causato dal generico abbandono di rifiuti, dal passaggio incontrollato di fuoristrada che compromettono l’habitat avifaunistico (in particolare quello riproduttivo delle specie ittiche presenti nella zona, come cavedano, barbo, alborella, lasca, scazzone) e da altri atteggiamenti non rispettosi dell’area e della natura in genere.

L’intento degli attivisti cordenonesi del Movimento 5 Stelle è costituire un punto di partenza per attivare il maggior coinvolgimento possibile su tematiche che, in realtà, interessano tutti i comuni che si affacciano sulle grave del Cellina-Meduna, ma anche del Tagliamento e di molti altri corsi d’acqua, aprendo una discussione e un confronto che possa poi svilupparsi con maggior cognizione di causa nell’ambito dei rispettivi gruppi di lavoro.

Non a caso, l’evento è organizzato in concomitanza al tradizionale raduno di fuoristrada e quad, offrendo ai presenti l’opportunità di toccare con mano l’impatto che tali manifestazioni sortiscono nel confronti di questo delicato ecosistema.

L’appuntamento per gli attivisti e per chiunque fosse interessato a partecipare è fissato presso la chiesa del Pasch a Cordenons, alle ore 9 di domenica 3 novembre, da dove si proseguirà verso il greto del Meduna in prossimità dell’argine in zona “vecchia asparageta”.

In allegato si riportano alcuni link che rimandano a documenti del wwf stilati proprio su queste tematiche.

Movimento 5 Stelle di Cordenons

Read more

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi