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Archives for novembre 2012

Linda Rossetto, candidata alle elezioni regionali FVG 2013, si presenta.

Come ogni settimana il MoVimento 5 Stelle di Pordenone si propone alla cittadinanza con il video di presentazione di Linda Rossetto, candidata consigliere per la circoscrizione di Pordenone alle elezioni regionali FVG 2013.

Come si potrà percepire dal filmato, le donne del Movimento 5 Stelle, assieme a un’ampia visione d’insieme del panorama socio-politico regionale, denotano grande determinazione nel portare avanti un processo di profondo cambiamento.

Linda Rossetto
Candidata alle regionali FVG 2013 per Pordenone

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Il Movimento 5 Stelle di Pordenone invita liceali, universitari e corpo docente a partecipare ai dibattiti regionali

Alla luce delle azioni studentesche dell’ultima settimana, e di quelle che sicuramente ci saranno, organizzate per dissentire nei riguardi dei perpetui tagli che il governo esercita sulla istruzione e la scuola pubblica, sarebbe quantomeno opportuno un dialogo, continuo e costruttivo, tra chi esercita la politica e chi chiede solo di essere ascoltato.

Le proteste di piazza, gli scontri, gli slogan e i cortei sono un modo per fare sentire la propria voce; un’opinione forte e importante da parte di chi vive quotidianamente la formazione e lo studio, dai quali dipende dipenderà il suo avvenire. Alla protesta, però, deve necessariamente seguire una proposta. Ed è proprio a questa proposta che il Movimento 5 Stelle, tra le altre cose, sta lavorando.

Per far sentire la propria voce nelle sedi che contano e per avvicinare e far comprendere le problematiche della scuola, il ritrovo e i colloqui tra candidati, studenti e insegnanti diventa fondamentale.

Per questo motivo, e per lavorare in modo costruttivo all’organizzazione di una scuola pubblica che offra strumenti e opportunità d’insegnamento con cui guardare al futuro, il Movimento 5 Stelle di Pordenone invita liceali, universitari e corpo docente a partecipare ai dibattiti regionali che sono organizzati ogni settimana, sia partecipando agli incontri, sia avvicinandosi ai gazebo sparsi sul territorio sia sottolineando, anche attraverso i Meetup, le problematiche che riscontrano quotidianamente.

Pensiamo e riteniamo importante che si organizzino dei dibattiti tra noi, studenti e docenti perché la scuola può essere cambiata solo attraverso la voce di chi la vive.
Ci siamo resi conto di quanto distante sia la politica dai giovani, forse perché hanno perso la speranza per un futuro migliore, ma le basi su cui deve appoggiare l’avvenire sono proprio i ragazzi che un domani rappresenteranno il paese e la regione.

Per permettere che la loro protesta diventi una proposta da portare e far conoscere nelle sedi più importanti, il nostro scopo è quello di renderli partecipi delle azioni che il Movimento 5 Stelle sta seguendo per fissare insieme un obiettivo condiviso.

Un’idea per non scendere ancora in piazza inutilmente, specie in un periodo in cui molti partiti stanno discutendo dei prossimi programmi elettorali in cui scuola e università dovrebbero avere un posto di centrale importanza. Un’idea per progettare un futuro assieme.

Marco Sanfilippo

Candidato consigliere regionale Movimento 5 Stelle per Pordenone

Riccardo Vendrame
Attivista Movimento 5 Stelle di Pordenone

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Impianto Bioman, esempio nazionale? Ecco come la pensiamo.

E’ di questi giorni la notizia dell’audizione alla Commissione Ambiente del Senato dei rappresentanti e gestori dell’impianto di compostaggio Bioman di Maniago, portato come esempio di efficienza nella gestione dei rifiuti, raggiunta tramite lo sfruttamento dell’energia ottenuta dalla combustione del biogas prodotto.Alcune puntualizzazioni a queste affermazioni mi sembrano d’obbligo.

Bisogna capire innanzitutto che, se l’interesse principale diventa la produzione di biogas anziché la produzione di compost (e purtroppo potrebbe diventarlo per l’anomalia di un mercato drogato dai certificati verdi), non si terrà in debita cura il materiale in ingresso, digestendo anche umido impuro, fanghi di lavorazione e altro.

Gli impianti di compostaggio che hanno come unico interesse quello di produrre compost di qualità, dovrebbero controllare il materiale in entrata in modo che il prodotto finale abbia basse quantità di sostanze tossiche, come i metalli pesanti; naturalmente, risultati buoni e quasi certi si ottengono solo operando con rifiuti provenienti da una raccolta differenziata spinta.

Devono assolutamente essere evitati nel rifiuto, infatti, materiali quali oggetti di plastica, vernici, residui di prodotti chimici ed olii esausti.

Purtroppo, mi risulta che la Provincia abbia autorizzato il conferimento presso l’impianto di Maniago di carta e cartone, imballaggi di questi materiali, imballaggi di legno e rifiuti legnosi, rifiuti biodegradabili anche di cucine e mense, olii e grassi commestibili, rifiuti dei mercati e rifiuti ingombranti, ossia rifiuti di vario genere e natura, che potrebbero essere costituiti anche da mobili o arredamento (quindi legno verniciato e con residui chimici). Come è possibile da queste materie prime ottenere un compost di qualità?

Passiamo ad analizzare  le dimensioni dell’impianto Bioman.

La dimensione media degli impianti di compostaggio in Italia è di 22.000 ton all’anno di rifiuti in ingresso. Bioman potrà ricevere, a pieno regime, 280.000 ton/anno: la provincia di Pordenone produce 28.000 ton/anno e la regione 110.000 ton/anno. L’impianto è abbondantemente sovradimensionato per il fabbisogno regionale!

Il problema qual’ è? Come rilevato già ai tempi della nascita dell’impianto da parte di comitati e associazioni attive, come pure da Legambiente, se la portata dell’impianto è così grande, l’umido trattato non sarà prodotto in loco, ma percorrerà anche centinaia di chilometri (ovviamente su strada) per giungere alla lavorazione, perdendo gli ipotetici vantaggi ambientali dell’energia prodotta da combustibili non fossili. Per avere un reale beneficio ambientale, gli impianti dovrebbero essere di piccole dimensioni e andrebbero localizzati in modo diffuso sul territorio, in modo da ottenere una generazione elettrica distribuita là dove ci sono le biomasse, ovvero i rifiuti.

Oltre a tutto ciò bisogna considerare anche il fatto che Bioman è diventata di fatto detentrice di un monopolio regionale: chi mai oserà chiudere l’impianto in caso di cattiva gestione, quando questo significherebbe dover trasportare tutto l’umido all’impianto di Vicenza, subendo il conseguente aumento dei costi?

Per concludere poniamoci una domanda: il bilancio ambientale del comune e del territorio limitrofo migliora o peggiora?

A questo proposito ricordiamo che il maniaghese continua in questi anni ad essere segnato dalla scelta istituzionale di consentire l’accumulo in un territorio limitato di impianti industriali pesanti, quali il cementificio Cementizillo (che tra poco potrà essere riconvertito in “inceneritore”), le fonderie Pandolfo e ZML (che hanno richiesto un aumento della produzione), l’inceneritore Mistral (di cui è previsto il raddoppio) e la discarica Cossana (anche questa in aumento) che riceve rifiuti da tutta la provincia; tutte attività già estremamente impattanti sull’ambiente pedemontano, se non altro per la concentrazione, che non ha eguali in tutta la Regione.

Quello a cui, a mio avviso, stiamo assistendo da un po’ di anni (e di cui i casi Bioman e Cementizillo sono  solo la punta dell’ iceberg) è una preoccupante deviazione delle pratiche virtuose di gestione dei rifiuti, nonchè  un’esasperazione dei concetti di recupero e riciclaggio al fine di privilegiare, anche economicamente, chi considera l’agricoltura e la combustione come segmenti finali di un sistema di smaltimento.
Siamo abituati purtroppo a non correlare la salute dell’ambiente con la nostra stessa salute. E qui sta il problema.

La salute deve sempre soccombere agli interessi e ai calcoli economici?

Siamo poi davvero sicuri che parliamo di vantaggi economici per la collettività?

I costi delle cure ospedaliere non sono in realtà a carico di tutti noi?

Eleonora Frattolin
Candidata consigliere regionale del Movimento 5 Stelle per Pordenone

 

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Sono diventata attivista del M5S perché ne condivido i principi di trasparenza (video)

Chi sono?

Salve a tutti, sono Eleonora Frattolin, ho 35 anni, abito ad Aviano, sono sposata e ho due bambini.

Sono temporaneamente impiegata presso un Ente locale. Il resto del tempo faccio la mamma e la moglie, sono impegnata in alcune associazioni che si occupano di ambiente, salute, scuola e per passione sono lettrice volontaria ai bambini.

Perché hai scelto il Movimento 5 Stelle?

Sono diventata attivista del M5S perché ne condivido i principi di trasparenza e democrazia, ma soprattutto perché mi fa sperare in un futuro possibile per l’Italia.

Perché ti sei candidata?

Perché ho deciso di contribuire anche mettendoci la faccia, a cambiare la direzione di questa politica completamente scollata dalla vita quotidiana delle persone.

A differenza degli attuali amministratori ho ben presente la situazione delle famiglie, dei piccoli imprenditori, della scuola pubblica, dei precari, delle assurdità e dei crimini ambientali che si ripercuotono sulla salute delle persone permessi esclusivamente per assecondare interessi economici privati.

Perché votare Movimento 5 Stelle?

Perché noi non siamo solo vicino ai cittadini, noi siamo i cittadini; non siamo dei tecnici, dei burocrati o dei politici di mestiere o di aspirazione, ma sappiamo molto bene cosa dobbiamo cambiare per voltare pagina e ci impegneremo al massimo per riuscirci, perché lo facciamo anche per i nostri figli.

Eleonora Frattolin
Candidata alle regionali FVG 2013

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La parola dei cittadini: partecipazione!

Partecipazione! E’ finito il tempo delle deleghe in bianco, è iniziato il tempo della partecipazione e della responsabilità!

Per tanti, troppi anni, la politica ci ha abituato a delegare la responsabilità delle scelte ad un gruppo ristretto di persone.

Con questo sistema di delega però, gli eletti, nonchè amministratori, hanno sempre più perso il contatto con i cittadini da essi stessi rappresentati, specie negli ultimi 20 anni.

I gruppi di eletti e delegati si sono sempre più ristretti e auto referenziati, distanziandosi e differenziandosi quindi dai loro elettori: si è quindi allargata sempre di più la frattura tra la classe politica e i cittadini, con scelte spesso percepite nell’interesse di pochi e a discapito dell’interesse generale.

Il momento di invertire questa tendenza è già iniziato e si fa ogni giorno più pressante l’esigenza di riprendere in mano la gestione della Cosa Pubblica!

Partecipazione” è la parola che da un po’ di tempo si sta facendo strada per invertire questa tendenza: non più scelte decise da pochi, ma un’analisi approfondita dei problemi, che veda un contributo quanto più ampio possibile da parte dei diversi portatori di interesse. Vista la complessità della nostra società, anche le soluzioni non possono essere quelle di ieri ma anzi, devono attingere a piene mani dalla capacità di coinvolgimento e propositività dei cittadini.

Un esempio concreto lo stiamo vivendo a Pordenone, dove da un paio di mesi (e fino a dicembre), in vista dell’elaborazione del nuovo PRGC (Piano Regolatore Generale Comunale), l’Amministrazione ha dato il via ad un percorso di partecipazione denominato “Pordenone più facile”, dove i cittadini (e quindi non i “soliti” esperti) sono stati invitati a dire la loro su 5 tematiche “intelligenti”: SMART in inglese, che qui a Pordenone è diventato l’acronimo di: Sostenibilità, Mobilità, Accessibilità, Resilienza, Trasparenza.

I primi tre incontri si sono già svolti con una buona adesione da parte dei cittadini; sabato 10 novembre è in programma quello sulla Resilienza, ovvero la “capacità creativa di una comunità di far fronte a situazioni problematiche attivando capacità, attitudini e risorse normalmente latenti”.

E’ difficile dire quanto di quello che emergerà dal percorso troverà poi spazio nell’elaborazione del PRGC o potrà essere applicato in città, ma va sicuramente sottolineata la bontà del percorso intrapreso perchè segna un nuovo modo di interagire tra il cittadino e l’istituzione che ormai eravamo abituati a trascurare e ignorare, in nome della pura e semplice delega.

Come M5S crediamo in questo tipo di modalità di gestione della cosa pubblica, che non preveda più una delega in bianco all’eletto, ma che veda un maggior coinvolgimento dei cittadini, una vicinanza, un raccordo continuo tra i rappresentanti eletti nelle istituzioni e i cittadini, proprio per non perdere di vista il significato dell’agire politico: il bene comune. E per non disperdere la capacità di analisi, elaborazione e controllo di soluzioni importanti per le nostre comunità.

Ci risuona spesso in in mente una vecchia canzone, che sembra più attuale che mai:

Partecipazione!

Vorrei essere libero, libero come un uomo.

Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia

e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,

che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare

e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche avere un’opinione,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.”

Gaber e Luporini, 1972

Linda Rossetto e Fabio Valeri,  candidati consiglieri alle regionali 2013
Movimento 5 Stelle – PN

 

Questo fine settimana ci trovate nelle piazze di:
Pasiano mattina di sabato 10 Novembre,
Azzano decimo pomeriggio di sabato 10 Novembre,
Zoppola mattina di domenica 11 Novembre
Casarsa della Delizia pomeriggio domenica Novembre,
e mercoledì 14 Novembre in riunione formativa al Maledetto PC a Roveredo in Piano, ore 20.30.

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