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News

UNA MARGHERITA CHIAMATA… LOZER.

 

di Mara Turani 

Scende un velo pietoso sulla vicenda Lozer, il fiore all’occhiello della campagna elettorale del nostro Sindaco, che come molti suoi predecessori, si vantò di poter finalmente dare una nuova scuola al nostro quartiere. Tutti felici e a batter le mani, all’epoca. Ed ora siamo allo stop della procedura di gara per la progettazione, perché la gara “avrebbe dovuto essere indetta con procedura aperta” e non lo è. Dopo tanti proclami e due anni trascorsi, gli alunni (di fatto) rimangono in una scuola vetusta, non vengono trasferiti, si spenderanno soldi per tamponare eventuali problematiche (tetti, controsoffitti, serramenti ecc..) e non si ha ancora la soddisfazione di una progettazione dalla quale dipenderà la successiva domanda di finanziamento dell’opera. Però tutto va bene; altri due anni passati senza alcun passo avanti tranne che per il consigliere delegato Basso che ora è anche in Regione. LOZER O NON LOZER, LOZER O NON LOZER… dovremo affidarci ai petali di una margherita per darci certezze?

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NUOVO REGOLAMENTO ACUSTICO, WORK IN PROGRESS

Di Samuele Stefanoni 

In commissione, giovedì scorso, abbiamo affrontato la discussione sul nuovo regolamento acustico. Un argomento che ci sta particolarmente a cuore e sul quale vogliamo lavorare per consentire una rivitalizzazione della musica dal vivo ma tutelare allo stesso tempo il diritto al riposo dei cittadini.

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CONTINUA L’AGONIA DEL SANTA MARIA DEGLI ANGELI

 

CONTINUA L’AGONIA DEL SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Da Danilo Toneguzzi

Ben altre due dimissioni importanti dall’ospedale di Pordenone caratterizzano la cronaca odierna: il dott. Bassi, della terapia intensiva, e il dott. Cassin, del servizio di emodinamica.
Sono le ultime due di una lunga serie di professionisti che, negli anni recenti, hanno preferito uscire dall’organico del Santa Maria degli Angeli.
Continua, quindi, il trend al ribasso della sanita’ pordenonese: carenza di organici, mancanza di integrazione, sovraccarico per il personale e ricorso agli interinali.
Una politica sanitaria che, se non cambia rapidamente, vedra’ inesobilmente e ulteriormente precipitare la qualita’ dei servizi e le condizioni di lavoro per il personale sanitario, gia’ da troppi anni messo a dura prova da una dirigenza insensibile e totalmente priva di progettualita’: non si spiegherebbe altrimenti la perdita di appeal che ha portato cosi’ tanti professionisti di eccellenza ad andarsene da Pordenone.
Si interroghi, a questo punto, la dirigenza su questo fenomeno, invece che rassicurare i cittadini con le solite dichiarazioni sulla stampa.
Prenda atto la dirigenza della strategia fallimentare degli ultimi anni, invece che sbandierare gli utili di bilancio, come recentemente e’ stato fatto.
Dia risposta la dirigenza a questa diaspora inquietante.
Si ricordi, infine, la dirigenza che la salute dei cittadini ed il benessere del personale sono piu importanti dei presunti allori amministrativi.

 

 

 

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AGGRESSIONI AI MEDICI: UN GRAVE FENOMENO IN AUMENTO

Di Danilo Toneguzzi 

La sicurezza sul posto di lavoro, in tutte le sue forme, dovrebbe essere il presupposto per poter svolgere bene e in tranquillità qualsiasi tipo di mansione. Ma quando ad essere minacciati sono i medici e il personale sanitario, il rischio, ovviamente, si amplifica perché non è più garantita l’incolumità né del personale né quella dei pazienti.
Le aggressioni ai medici, purtroppo, sono in fenomeno in preoccupante aumento al quale gli Ordini dei Medici della nostra regione stanno cercando di rispondere con importanti iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento di preziose risorse, come quelle degli alpini, che sarà messa in campo dall’Ordine di Pordenone.
Confidiamo, ora, che anche le istituzioni si attivino quanto prima per porre fine a questo fenomeno inaccettabile e, in senso più generale, per migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro per coloro che si occupano della salute dei cittadini.

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S’IO FOSSI…

di Mara Turani

Una canonica del 600 lascia il posto ad una decina di appartamenti privati. La Parrocchia di San Giorgio cede la ex canonica e l’ex oratorio ai privati e l’attuale proprietario Giovanni Polesello ne fa quel che ritiene opportuno, ossia una decina di unità abitative. Ma c’è di più. Una convenzione tra Comune e privato, prevede un accesso al nuovo stabile con percorso pedonale da realizzarsi parzialmente su suolo pubblico, ossia la piazza, che verrà pavimentata con fondi Pisus e che prevede anche aiuole di abbellimento… come dire che il Comune, casualmente, aiuta con un’opera pubblica a completare il lavoro. Nulla di illecito, ovvio. Significa abbellire, rinnovare. Il PR lo prevede. Significa dare altri 10 appartamenti nuovi di pacca a Pordenone che ne ha tanto bisogno! Però peccato! Addio fascino e ricordi. Credo che il patrimonio delle città cominci anche dal rispetto e dalla salvaguardia di quello che la storia ci lascia e, personalmente, salverei anche una semplice cascina del 600, perché portatrice sana di passato, ma soprattutto perché abbattere è spesso sinonimo di cementificazione, consumo di altro suolo. Pordenone sembra avere contraddizioni irrisolte intrinseche: chiudono le librerie, ma Pordenonelegge; si lavora per la Capitale della Cultura, ma si abbattono edifici del passato nel nome del progresso; si cerca di tutelare il territorio, ma ci si lascia scappare la Camera di Commercio; si parla di rinascita del commercio in città e si danno autorizzazioni a costruire nuovi centri commerciali. Se fossi titolista, scriverei: NELLA CITTA’ DELLA CULTURA, IL PRIVATO INGOIA PEZZI DI STORIA INUTILI… Se fossi alla guida della città, andrei nella direzione opposta, ve lo confesso; s’io fossi…

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CASO LOZER: LO SPECCHIO DI UN PAESE CHE NON CAMBIA! (odissea infinita)

di Mara Turani

Seguo la vicenda da quando è cominciata e ho chiesto l’accesso agli atti per vedere la richiesta di fondi per la progettazione della scuola con i miei occhi scoprendo, altresì, che la richiesta porta la data del 24 novembre 2017, quindi risale SOLO ad un mese e mezzo fa, e che non vi sono atti da controllare oltre a quella lettera, nonostante i proclami sbandierati nei mesi precedenti. I topi alla Lozer sembrano rispuntare per ricordare a tutti che “le toppe” hanno vita breve e come prevedibile, non risolvono. Sembrano anche ricalcare quel modo di fare politica basato sulle RASSICURAZIONI, sugli SLOGAN, sul tranquillizzare i cittadini, laddove c’è fumo, che l’arrosto non è bruciato! Tutto sotto controllo, tutto nella norma, scuola agibile seppur vetusta e con qualche “problemino” di infiltrazioni, pannelli da sistemare, ma i topi, cocciuti e recidivi, fanno ancora capolino, ahimè, vetusti anche loro. Non mollano la loro posizione acquisita! I ragazzi resteranno, i professori ed il personale pure. Nessun trasloco, troppo oneroso e difficoltoso. Ma nemmeno scuole nuove all’orizzonte, vicino o lontano che sia, sebbene i proclami continuino ad essere proclamati. La parola d’ordine sembra essere: temporeggiamo! I benedetti 300 mila euro per la progettazione, molto probabilmente non basteranno nemmeno per il progetto esecutivo, è noto. La richiesta di finanziamento di 10 milioni (sicuramente diventeranno 11/12 milioni, vedrete, perché le stime aumenteranno) è ancora in fase embrionale… Ed il sindaco “intende inserire i finanziamenti tra le priorità da sottoporre al futuro candidato presidente”(MV del 4/1/18), quindi si parla di INTENZIONE. Lo studio di fattibilità e progettazione preliminare SARA’ redatto in questi mesi, quindi non lo è. Non so perché, ma la mia allergia è proporzionale all’uso dei verbi futuri, perché tale uso mi ricorda istantaneamente il milione di posti di lavoro promessi da Berlusconi nel 1994 e tutta la serie infinita di promesse e rassicurazioni sulla ripresa dell’Italia negli ultimi 20 anni fatte dai vari governi di “servizio”. Vuoi vedere che la SCUOLA LOZER verrà costruita forse (ad essere ottimisti) nel 2022, sempre che la Regione ed il Comune abbiano la stessa bandiera politica? Vuoi vedere che ci si dovrà accontentare forse di un nuovo prefabbricato scolastico (meno oneroso e più facile da costruire) sempre che l’attuale regga e non ci abbandoni prima di tale data? Vuoi vedere che il caso Lozer RISPECCHIA altri mille casi tutti italiani, dove le promesse HANNO LA STESSA VALENZA delle azioni non realizzate? Intanto due certezze le abbiamo: 1) il dirigente scolastico Basso, nonché consigliere delegato in comune nella giunta, sarà ANCHE candidato alla regione e 2) i topi certi (e quelli preventivati, pure) non traslocheranno; brinderanno alle elezioni del 2018 cantando FUTURA. Basta che non si facciano vedere… Io, comunque, rimango ancorata alla lettera PEC alla Regione Autonoma FVG, protocollo nr.0081157/P/GEN/SIND che porta la data del 24/11/17 e che cita nell’oggetto: domanda di contributo…

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