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Città Vivibile

★★★★ UNA CITTÀ VIVIBILE

Noi crediamo che il piacere di abitare una città sia l’indicatore primario della qualità dei servizi offerti al cittadino. È importante, quindi, che la qualità dei servizi abbia una ricaduta diretta sugli indicatori soggettivi e sull’esperienza personale dei cittadini.

“Migliorare la percezione complessiva di vivibilità”.

Progettiamo una città accogliente, vivibile e nella quale sia un ”piacere” vivere.
Vivere bene significa avere la possibilità di avere momenti di svago alla propria portata nel rispetto della tranquillità altrui; ma significa anche avere maggiore senso di sicurezza, sentirsi protetti, sentire che l’amministrazione è dalla parte del cittadino onesto.
Vivere bene significa muoversi attraverso i percorsi cittadini raggiungendo ogni parte della città senza rischiare e mettere a rischio gli altri, poter svolgere la propria attività sportiva sia per obiettivi salutistici oltre che ludici o competitivi a costi compatibili con le proprie possibilità, poter godere degli spazi urbani sia durante le attività quotidiane (scuola, lavoro, volontariato) sia durante il tempo libero, e molti altri aspetti ancora.

Vivere bene significa vivere in una città esteticamente bella e decorosa. A questo scopo, prevediamo azioni concrete in tema di:

  • Architetture, Viabilità, Spazi urbani;
  • Urbanistica, Edilizia privata, Fonti energetiche;
  • Decoro urbano e Arredo urbano: l’antica arte del Restauro, del Recupero e delleManutenzioni;
  • Ambiente, Riciclo, e Connettività.“Bello e Funzionale”.

    Architetture, Viabilità, spazi urbani

    In primis abbiamo voluto porre l’attenzione sulle Architetture a servizio dei cittadini, più che sui generici edifici pubblici o infrastrutture pubbliche. Questo perché le Architetture identificano l’arte del “costruito”, o meglio’ il piacere della visione di ciò che colpisce positivamente la persona nel suo percorso (cammino) negli spazi della città.

    Facendo un analisi, la città da troppo tempo è carente di Architetture storiche “caratterizzanti” l’immagine della città, bella, positiva.

    Se da un lato la parte storica è una risorsa della città (Duomo, Campanile, Municipio, Palazzi dei Corsi, ecc.), d’altro canto per troppi decenni la stessa città non ha saputo essere “Madre” di nuovi elementi caratterizzanti o del recupero degli elementi esistenti, pregiudicando così la valenza positiva urbana, al punto di renderla perfino negativa (come nei casi del Centro direzionale Galvani denominato “Bronx”, del Castello/carcere, dell’Area della Birreria, dei Cotonifici, e perfino di scuole e impianti sportivi primari come lo stadio velodromo Bottecchia o il palasport Crisafulli).

    Queste Architetture, cosi come anche quelle di quartiere, devono essere oggetto di riqualificazione, eventualmente attuando Convenzioni con i privati proprietari come ad esempio per il Bronx.

    Lo stesso è avvenuto per gli altri due elementi, la viabilità e gli spazi urbani.
    Per la viabilità, accanto a situazioni più vecchie non risolte (SS13 “Pontebbana” ossia la vecchia Circonvallazione o la stessa centrale Via Marconi), si sono aggiunte nuove situazioni negative (come le code lungo la viabilità del centro commerciale Meduna, portando l’amministrazione ad appoggiare la realizzazione di grandi opere inutili, come la Bretella Sud).

    Relativamente agli spazi urbani, necessitano di un recupero sia le piazze che i larghi (della Motta, XX Settembre, del Popolo, Duca d’Aosta, e la stessa area antistante la Stazione ferroviaria), così come necessitano di un riutilizzo gli spazi verdi (Giardini IV Novembre, Parco Galvani, Parco Querini e molte aree verdi di quartiere).

    Riteniamo quindi inammissibili interventi pubblici sulla viabilità realizzati in passato, come ad esempio via Capuccini, dove sono stati realizzati:

    • Percorsi non funzionali;
    • Spazi divisi;
    • Tagli delle alberature (si abbatte la storia).Ecco quindi che è quanto mai necessario RICUCIRE gli spazi urbani in un rinato insieme organico e funzionale, diversamente dall’essere sconnesso e disomogeneo come lo è ora.

      ATTUARE il “concetto di rete” in cui siano collegati armonicamente:

    • La storia della città;
    • I percorsi (pedonali, ciclabili, viari) urbani ed extra-urbani;
    • Gli spazi organici (scuole, sanità, servizi…);
    • Le aree verdi e di svago;
    • L’acqua (il Noncello, i corsi d’acqua e le rogge);
    • Le Architetture.

    FERMARE il concetto di “grandi opere”, costose alla collettività nell’immediato e nel corso degli anni poiché necessitano di grandi e costanti interventi di manutenzione.
    PORRE in atto la necessaria sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Azienda sanitaria per un corretto sviluppo dell’Area dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli e per i recupero delle aree adiacenti.

    ATTUARE la completa riqualificazione energetica e strutturale antisismica e degli spazi esterni (giardini) di tutti gli edifici scolastici di qualsiasi ordine e grado, con particolare attenzione agli asili nido e alle scuole dell’Infanzia e Primarie.
    RICHIEDERE presso gli organismi e le società di Green economy (Es. Global Power Service) la remunerazione tramite i titoli di efficenza energetica TEE o altre forme di contribuzione, a seguito di interventi di riqualificazione energetica.

    ATTUARE la riqualificazione e l’adeguamento di tutti gli impianti sportivi, sia quelli principali (stadio-velodromo Ottavio Bottecchia, Forum-palasport Crisafulli, Palamarmi, complesso ex- fiera) adeguandoli alle normative per le manifestazioni sportive, sia gli impianti di quartiere e scolastici di qualsiasi attività sportiva.

    Particolare attenzione verrà posta per gli impianti sportivi, agli spogliatoi, bagni, docce, arredi sportivi, campi di gioco, pavimentazioni, seggiolini, arredo urbano e luci esterne ed interne, alberature e verde).
    Intervenire nel percorso di sviluppo della città, prevedendo alcune Architetture “caratterizzanti” che diano valenza extra-territoriale alla stessa, rendendola attrattiva a livello nazionale e possibilmente europeo sotto l’aspetto turistico ed economico.

    ATTUARE un Piano della Luce della illuminazione pubblica operativo con punti luce a LED a ridotto consumo energetico.

    CONVERTIRE il Castello cittadino a polo turistico-culturale non appena l’attuale sede penitenziaria verrà trasferita nel comune di San Vito al Tagliamento. La struttura carceraria è inadeguata igienicamente e strutturalmente per contenere i detenuti (38 persone ammesse contro le 66 presenti.)

    “Efficienza e Ottimizzazione”.

    Urbanistica, Edilizia privata, Fonti energetiche

    La difficoltà della società attuale nel costruire i luoghi di cui abbiamo assoluto bisogno (caldi, accoglienti, amichevoli, sociali) viene attribuita non a scarsità di conoscenze, ricchezze, contatti, informazioni (che possediamo in misura straordinariamente maggiore rispetto a qualunque altro momento storico) ma semplicemente alla errata individuazione degli obiettivi e delle finalità dell’agire progettuale.

    Nel perseguire l’obiettivo di un’architettura più umana, la bioedilizia e la bioarchitettura sostituiscono i parametri fortemente autoreferenziali di forma e funzioni propri dell’architettura moderna con quelli più razionali di spazio e di tempo, intesi come riferimento ai luoghi ed alla storia, prospettando così una sorta di “nuovo umanesimo”.

    Va ricordato il significato di BIOEDILIZIA: il termine focalizza la propria attenzione sul costruire, utilizzato soprattutto per indicare materiali, processi e metodi edilizi rispettosi della salute degli abitanti, possibilmente di origine naturale e a basso impatto ambientale.
    La BIOEDILIZIA prevede che ogni singolo intervento edilizio deve tendere al bilanciamento tra le esigenze di ecosostenibilità (costo energetico complessivo) e di biocompatibilità (salute umana).

    Per analizzare il territorio della città e favorire quanto premesso, abbiamo individuato quattro aree tematiche:

    1) Sviluppo del territorio

    Partendo dall’analisi della formazione morfologica del territorio comunale e dei suoi sviluppi urbanistici-edilizi (positivi e negativi) nel corso dei decenni passati, proponiamo l’idea di uno sviluppo organico dove ritorni al centro della scena il collegamento tra gli esseri viventi e gli elementi naturali.

    Fondamentale è la rigenerazione della città che tenga conto dello stato del patrimonio immobiliare, degli impianti di depurazione esistenti e mancanti degli edifici (fognature di scarico delle acque), delle rogge e dei corsi d’acqua, attuando il loro censimento per quantificare quanto esiste, quanto è inutile e quanto va valorizzato.

    2) Riconversione delle aree dismesse o scarsamente utilizzate

    Il territorio cittadino è imprescindibile dalla sua storia, e la storia recente e passata, è dettata chiaramente da uno sviluppo che da agricolo-commerciale, si è sviluppato nel manifatturiero. Come spesso accade e come sta di fatto accadendo, a grandi cicli di sviluppo corrispondono successivamente periodi di crisi o mancato sviluppo economico, che se non correttamente affrontati, lasciano il territorio coperto di aree e opifici dismessi.

    È il caso dei cotonifici Amman e Olcese, esempio unico della storia del lavoro locale e indimenticabili esempi di archeologia sia del lavoro che di architettura industriale.
    Ma altri esempi più recenti si trovano nelle aree commerciali e artigianali in particolare lungo Via Nuova di Corva e Viale Treviso.

    Ecco che il territorio necessita di una RICONVERSIONE di questi luoghi, sia per salvaguardarlo dalla vicina fatiscenza e degrado, sia per tutelarlo da nuove speculazioni.
    Va quindi fatto un serio esame sulla recente costruzione di nuovi centri commerciali lungo altri assi viari periferici, e rendersi contro dell’eccessiva cementificazione perpetrata.

    La riconversione delle aree dismesse o inutilizzate deve attuarsi per far si che la città si riappropri della sua storia, con spazi decorosi, qualificanti e caratterizzanti, connessi alla viabilità, alle infrastrutture, ed evitino la proliferazione di nuovi inutili costruzioni che hanno consumato suolo.

    3) Riqualificazione energetica

    Gli edifici nuovi ed esistenti devono garantire livelli di qualità che siano compatibili con gli elementi naturali e garantiscano un adeguato comfort abitativo o lavorativo.
    Dovranno essere utilizzati materiali e sistemi costruttivi che riducano i consumi energetici, mitigando le stagioni fredde e quelle calde, facendo riferimento a:

    • Chiusure verticali (pareti e serramenti);
    • Chiusure orizzontali (tetti e solai) in particolare per i complessi condominiali;
    • La schermatura estiva degli edifici con alberature;
    • La protezione delle zone sud con frangisole, tendaggi e elementi di arredo;
    • Il tetto giardino;
    • L’acqua con funzione mitigatrice e di riciclo;
    • Il superamento dell’inquinamento interno e la salubrità degli ambienti;
    • I sistemi di depurazione delle acque di scarico.4) Energie rinnovabili

      Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile del territorio e in conformità agli obiettivi antinquinamento europei (Horizon 2020) e mondiali di cui al protocollo di Kyoto, la città deve avvalersi di una sana bioedilizia che comprenda le fonti di energia rinnovabili quali:

    • La geotermia che sfrutta la scambio termico del terreno;
    • Il fotovoltaico ed il solare termico;
    • Le pompe di calore in alternativa agli impianti tradizionali;
    • La cogenerazione mediante utilizzo di vasche d’acqua;
    • L’utilizzo dei corsi d’acqua, le centraline idroelettriche e i sistemi a coclea;
    • Il mini eolico.Come proposte gestionali in tema di bioedilizia proponiamo:
      Istituire un ufficio comunale che accompagni il cittadino, l’imprenditore, il professionista, nel semplificare e spiegare il percorso tecnico delle procedure riguardanti gli interventi di efficientamento energetico.

      Creare “centro di sperimentazione – FACTORY” di bioedilizia, dove i professionisti possano proporre i loro progetti e sviluppare la professionalità dei giovani progettisti, tramite corsi, seminari, work-shop:

      • Attivare uno o più concorsi di idee annuali per interventi di bioedilizia che il Comune attua ai fini pubblici;
      • Intervenire nel percorso di sviluppo della città prevedendo alcune “Architetture caratterizzanti” di bioedilizia che diano valenza extra-territoriale alla città;
      • Attuare un’azione comunale e intercomunale per riunire le varie tipologie di certificazione energetica (CasaKlima, Itaca, ecc.);
      • Censire gli immobili inutilizzati o sfitti, pubblici e privati, e quantificare i dati di superfici e volumi ai fini di un loro riutilizzo o demolizione se non vincolati o riutilizzabili (Rigenerazione);
      • Dare una contribuzione per incentivare e regolarizzare la depurazione degli scarichi delle acque domestiche.L’antica Arte del Restauro, del Recupero e delle Manutenzioni.

        Decoro urbano e Arredo urbano

        Il quotidiano buon vivere è dettato anche dalla vivibilità e dal decoro e dal grado di manutenzione dei luoghi in cui si abita.
        Il tema della qualità urbana pone un concetto importante: quello del decoro urbano e della cultura dello spazio pubblico. Il rispetto dei luoghi nasce dall’idea che i cittadini possano sentire gli spazi e gli oggetti come fossero una parte di loro stessi.

        L’inadeguatezza di certi oggetti, la scarsa qualità dei materiali e dei manufatti, l’uso improprio dei colori, si traducono spesso in una sorta di “decadimento” degli spazi urbani e risultano spesso decisivi nella disaffezione dei luoghi da parte dell’intera comunità.
        Il paesaggio urbano è un bene primario, nato per soddisfare le esigenze di tutti i cittadini desiderosi di vivere non più in semplici spazi da consumare, bensì in luoghi in cui si esprimano tradizione, storia e capacità creative che soddisfino il piacere di vivere serenamente.

        Ecco quindi che oltre ad interventi sugli spazi urbani principali, la città ha bisogno di interventi “qualificanti”, negli elementi di arredo, di decoro, di recupero e manutenzione, anche e soprattutto per valorizzare i piccoli centri di quartiere.

      Vanno riqualificati gli spazi di quartiere soprattutto in prossimità degli uffici di interesse pubblico (uffici postali, scuole, impianti sportivi, fermate dei bus, cimiteri, ecc.) con elementi di arredo urbano, utilizzo di diversi materiali ed elementi colorati caraterizzanti gli spazi.

      Attenzione mirata verrà posta ai percorsi di quartiere ed alla loro organica fruizione e connessione ai percorsi principali (direttrici).
      Particolare attenzione e formazione di un piano per il superamento delle barriere architettoniche e la fruizione dei percorsi e degli spazi pubblici.

      Manutenzione del verde più funzionale e inserimento di alberature “qualificanti” che identifichino particolari punti della città, che non siano solamente le attuali aiuole fiorite che necessitano di elevatissimi costi di manutenzione.
      Regolamentazione dell'”Architetture del verde” e di contro di potature più coerenti in base ai singoli luoghi, eliminando quelle eccessive e aumentando quelle non eseguite che arrechino disturbo alla fruizione dei percorsi.

      Abbattimento del rumore delle direttrici principali (autostrada, ferrovia, Viale Venezia-Viale Aquileia, Via Udine) con alberature e specie arbustive e richiesta di installazione anche di barriere anti-rumore presso le società gestrici delle direttrici.

      Regolamentazione per dare omogeneità agli spazi e alle insegne pubblicitarie lungo le strade per evitare l’effetto “giungla di cartelli”.
      Inserimento nei parchi e nelle aree verdi di giochi per disabili.
      Utilizzo nei parchi e nelle aree verdi di giochi corrispondenti ai criteri di ECODESIGN, ossia prodotti in modo tale da permettere il loro smontaggio al termine del ciclo di vita ai fini del recupero e riciclo.

      Le superfici dove sono collocati i giochi dovranno essere sempre lasciate a prato, gomma o a corteccia naturale, per evitare fenomeni di urti/traumi ai bambini.
      Posizionamento lungo le strade e in prossimità dei parchi dei DOG-BOX, contenitori per la raccolta delle deiezioni degli animali domestici da parte dei proprietari, con sanzioni per chi non ottempera alla raccolta.

      Formazione di isole ecologiche di mascheramento con elementi di arredo urbano in legno- metallo, dove collocare i cassonetti dei rifiuti.

      ”Pulito e Sostenibile”.

      Ambiente, Riciclo, e Connettività

      I cambiamenti climatici degli ultimi anni lasciano presagire che con l’attuale infrastruttura idraulica unito alla quantità d’acqua media consumata pro-capite non sarà possibile in futuro garantire una continuità del servizio di distribuzione dell’acqua al cittadino. Pertanto riteniamo fondamentale avere un progetto a lungo termine che vada nella direzione di evitare lo spreco di questa preziosa risorsa.

      Promuovere una sinergia idraulica fra comuni al fine di affrontare possibili carenze riprogettando la rete idrica con una prospettiva extra-comunale.

      Promuovere politiche di contenimento del consumo d’acqua, in particolar modo quella potabile (ad esempio non utilizzare quest’ultima per gli sciacquoni e per l’irrigazione).

      Con il referendum del 2011 gli italiani hanno affermato la volontà di mantenere l’acqua un bene pubblico. L’acqua è un bene essenziale per l’uomo e dunque non può sottostare a logiche di mercato. Gli stessi enti gestori hanno l’obbligo di garantire un “Minimo deflusso vitale” quando operano in un’area, in tutela della fauna esistente al fine di preservarla. Dunque, lo stesso principio deve essere applicato anche per l’essere umano:

      Ci impegniamo a mantenere le quote pubbliche della società partecipata Hydrogea (al 98% di proprietà del Comune), non cedendo quote a società a capitale privato.

      Garantire i primi 50 litri d’acqua pro capite giornalieri gratuiti, riteniamo essere una misura che restituisce dignità a chi, per necessità, si trova in uno stato di morosità nei confronti dell’ente gestore e non può coprire le spese di consumo di acqua. Allo stato attuale l’ente gestore è autorizzato a sospendere l’erogazione di acqua al cittadino moroso.

      Ritenendo l’acqua un bene pubblico, non possiamo che incentivarne più possibile il suo utilizzo al posto dell’acquisto delle bottiglie di plastica. Condizione necessaria dunque è assicurare la manutenzione e il controllo dell’acquedotto e delle fontane artesiane.

      L’ente gestore è responsabile della qualità dell’acqua fino al punto di allacciamento verso l’abitazione privata. Riteniamo dunque necessario promuovere per la riqualificazione delle condutture dell’acqua dei condomini (poiché l’ente gestore garantisce la qualità dell’acqua fino al punto di allacciamento) poiché la qualità dell’acqua all’uscita del rubinetto può essere inficiata da condutture vecchie e carenti di manutenzione.

      Lavorare inoltre al fine di creare una convenzione all’acquisto di apparecchiature atte al micro- filtraggio domestico da applicare ai singoli rubinetti.

      Attuare una strategia per arrivare a “rifiuti-zero”

      Premesso che Pordenone si è dimostrata essere una Città attenta all’ambiente, portando la quota della raccolta differenziata a un livello buono negli ultimi anni, vogliamo come nuova Amministrazione centrare l’ obiettivo ancora più ambizioso dei “rifiuti-zero”, migliorando la qualità oltre che la quantità dei materiali differenziati.

      Per marcare una vera impronta ecologica sul nostro territorio crediamo infatti che occorra procedere verso una raccolta porta a porta spinta, una totale re-immissione dei materiali trattati nei cicli produttivi, massimizzare la riduzione, il riuso e il riciclaggio dei materiali. Questo proteggerà l’ambiente e la salute umana grazie alla progressiva eliminazione dei processi di combustione e incenerimento dei materiali, non che del conferimento in discarica, con relativo rafforzamento della prevenzione primaria delle malattie correlate ad inadeguata gestione dei rifiuti.

      Concretizzeremo questo modello circolare attraverso le seguenti azioni:

      • Mantenimento delle quote di partecipazione nelle società controllate che gestiscono la raccolta o il trattamento sui rifiuti (come per acqua e i trasporti per mantenere la gestione pubblica del servizio);
      • Graduale divieto di smaltimento e di combustione di ogni materiale riutilizzabile e non trattato (benché strettamente di competenza Nazionale, l’amministrazione comunale può prendere una posizione stringente ad esempio in ambito di autorizzazioni o pareri autorizzativi di impianti o aziende);
      • Incentivare i cittadini e le aziende virtuose attraverso la “tariffa puntuale” (più ricicli meno paghi in base al numero di svuotamenti dell’indifferenziato), nella raccolta differenziata domiciliare spinta di qualità;
      • Favorire l’accesso all’informazione e alla partecipazione dei cittadini in materia di ambiente e di ciclo di trattamento dei rifiuti, attraverso un sistema trasparente di rintracciabilità dei rifiuti;
      • Inserimento nei programmi scolastici curricolari di progetti sul riciclo dei rifiuti, autoproduzione degli alimenti e acquisto «a chilometro zero»;
      • Introduzione del principio di responsabilità di ogni soggetto della filiera corta del ciclo dei rifiuti, avvantaggiando l’insediamento e lo sviluppo di aziende che dimostrino di ridurre sensibilmente la produzione di rifiuti, e che si avvalgano di processi produttivi innovativi, che prevedono la riduzione degli imballaggi e utilizzino materiali derivanti dalla raccolta differenziata;
      • Riduzione degli imballaggi superflui, favorendo la pratica del vuoto a rendere e disincentivando l’utilizzo di prodotti usa e getta;
      • Rafforzamento dei controlli sull’inquinamento ambientale su tutto il territorio;
      • Incentivazione del cd. “last minute market”, ovvero l’acquisto di prodotti in fase discadenza in apposito spazio all’interno dei negozi alimentari;
      • Installazione in città di contenitori per la raccolta di plastica, vetro, carta e altri materiali differenziati che erogano forme di accredito che il cittadino può utilizzare per avere sconti sulla tasse comunali o l’abbonamento al servizio di trasporto pubblico;
      • Progetti per il recupero ed il riutilizzo dei materiali prima che diventino rifiuti, istituendo la raccolta di oggetti ancora riutilizzabili da donare a chi ne ha bisogno e creando spazi di eco-scambi e riciclerie (sia fisiche che virtuali su internet);
      • Pubblicazione di rapporti annuali informativi circa l’andamento della raccolta differenziata dei rifiuti, dei ricavi ottenuti dalla loro vendita o trasformazione nonché la loro rintracciabilità, per una vera trasparenza del loro percorso;
      • Installazione di arredi urbani realizzati con plastiche riciclate o materiale recuperato;
      • Messa al bando dell’uso di materiali non riciclabili per le consumazioni alimentari neglieventi e manifestazioni organizzate dal Comune;
      • Elaborazione di una speciale etichettatura che le aziende possano utilizzarenell’imballaggio dei propri prodotti per poter poi conferire gli stessi in modo rapido e

        corretto nei punti di raccolta;

      • Fornitura di un tot. di quantità di humus periodico ai cittadini che ne facciano richiestaper i propri orti e giardini.
        Tutto ciò disegnerà una nuova Città eco-compatibile ed eco-sostenibile.

        Una mobilità sostenibile

        È più che mai necessario oggi adottare un sistema di mobilità in grado di conciliare il diritto a muoversi con l’esigenza di ridurre al minimo l’inquinamento e tutto ciò che ne consegue, come le emissioni di gas serra, lo smog, l’inquinamento acustico, la congestione del traffico urbano con relativo stress delle persone e l’incidentalità.

        Dobbiamo dunque rivedere la mobilità in modo organico e moderno, utilizzando tutti i mezzi e le tecnologie a nostra disposizione mantenendo allo stesso tempo un atteggiamento sostenibile.

        Potenziare e rivedere il trasporto pubblico locale urbano consentirebbe ai pordenonesi di ridurre la necessità di possedere un’automobile o, per lo meno, di utilizzarla il meno possibile riducendo dunque le emissioni di CO2 soprattutto nel centro cittadino. Pordenone ha bisogno di un servizio efficiente grazie al quale anziani e studenti, si possano muovere in sicurezza e con un programma fluido e di facile interpretazione. La partecipata ATAP, con un utile 2014 superiore a 4 mln di euro non reinvestito, con un amministrazione a 5 stelle potrà fare finalmente gli investimenti sul territorio e migliorare la qualità del trasporto pubblico urbano.

        La linea ROSSA è una linea che percorre i principali punti della città: Borgomeduna, P.le Ellero, Ospedale Civile, FFSS, Policlinico, Via Pirandello, B.go San Antonio, C.so Garibaldi, V.le Trento.. Centro Commerciale Meduna.

      È necessario rivedere le frequenze e riprogettare il percorso per migliorare il servizio verso punti importanti, ora la frequenza tra una corsa e l’altra è di circa 15/20 min. Risulta ormai necessario attivare dei minibus elettrici per gli spostamenti rapidi, come ad esempio la tratta park interscambio-centro.

      È necessario creare piazzole di sosta per la sicurezza degli utenti e in particolare rivedere la fermata di Via Oberdan (don Bosco) nodo di transito molto pericoloso.
      Il terminal urbano in P.le Ellero è distante circa 1 km dal terminal stazione, a nostro avviso è dunque necessario dotarlo per lo meno di un INFOPOINT con biglietteria, migliorando il servizio all’utente.

      Riduzione del costo degli abbonamenti per gli over 65, passando da una riduzione del 50% ad un abbonamento completamente gratuito così come una riduzione del prezzo dell’abbonamento in base al reddito per gli studenti.
      Rivedere e pianificare il decongestionamento delle tratte cittadine durante gli orari di transito verso le scuole di Via Interna, Via Matteotti e via Ferraris (Flora) assicurando l’incarrozzamento in sicurezza per gli studenti.

      Il mezzo di trasporto più sostenibile è senz’altro la bicicletta. Sarà nostra impegno incentivare l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto preferenziale nel centro, e lungo le principali direttrici verso i quartieri di Pordenone, rivedendo complessivamente il piano delle piste ciclabili. Troppo spesso le piste esistenti soffrono di interruzioni, condivisioni con il marciapiede o percorso pedonale e restringimenti, demotivando il cittadino a utilizzare la bicicletta.

      La precedente amministrazione ha cercato goffamente di incentivare tale pratica aumentando il prezzo del ticket orario nel centro città raggiungendo quota €1,60 all’ora, rendendo Pordenone più cara di capoluoghi come Trieste. A nostro avviso non solo tale pratica non ha centrato l’obiettivo ma ha provocato diversi scompensi nella viabilità urbana, rendendo vuoti i parcheggi del centro città e congestionate le zone ticket free sul ring. Ci impegneremo dunque a riportare una tariffa oraria massima in linea con gli altri comuni italiani

      Incentivare il bike-sharing per permettere anche a chi raggiunge il centro città con il treno o con l’autobus abbia la possibilità di muoversi agevolmente e gratuitamente..

      È notizia di questi giorni secondo la quale l’Olanda avrebbe intenzione, stando da una proposta avanzata da alcuni partiti politici ma non ancora approvata definitivamente in Parlamento, di dire addio alle auto alimentate da combustibili fossili entro il 2025. Le macchine elettriche saranno il futuro e Pordenone non può rimanere impreparata a questo cambiamento. Sarà nostro impegno potenziare il numero di colonnine per ricaricare le macchine elettriche.

      “Promuovere il senso civico, l’onestà e la correttezza oltre la cultura della legalità”.

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