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Città Connessa

★★★UNA CITTÀ CONNESSA

Noi crediamo che una comunità che non faccia “rete” sia destinata aperdere forza, così come un organismo isolato è destinato a morire.
“Creare le migliori opportunità di contatto, informazione e relazione”.
La nostra visione di “città connessa” è fortemente legata al principio del “fare rete”, uno dei punti cardine del Movimento 5 Stelle. Ciascuno di noi è parte di una comunità in cui si afferma la centralità e la rilevanza delle relazioni sociali. Fare rete non significa soltanto avere padronanza del web ma, in senso più ampio, creare e mantenere legami con altri esseri umani. In questo scenario il web costituisce soltanto uno dei mezzi a nostra disposizione per perseguire questo obiettivo.
Perché nutriamo il desiderio di essere inseriti in una “rete”? Pensiamo alla plasticità della nostra rete neurale, alla capacità del nostro cervello di modificare la sua struttura in risposta a una varietà di stimoli e all’adattamento mediante la creazione di nuove connessioni prima inattive (fenomeno dello sprouting). “Fare sprouting”, “fare nesso”, “fare rete”, “germogliare” per scoprire il proprio elemento, svelare le proprie attitudini, coltivare i propri interessi, superare un momento di difficoltà e ricevere aiuto grazie al semplice scambio di informazioni ed alla condivisione di esperienze. Per ogni individuo la costruzione di un’’identità non è un progetto individuale bensì un percorso collettivo nel quale è essenziale essere riconosciuti per poter
esercitare l’attività professionale, le proprie passioni e le preziose attività di volontariato.
Vi è uno studio promosso dall’Università di Harvard che ebbe inizio nel 1938 ed ancora in atto, in cui sono stati seguiti per 78 anni 724 uomini, anno dopo anno, raccogliendo dati sul lavoro, sullo stato di salute, lungo tutto il percorso di vita e senza sapere come le storie di ciascuno si sarebbero evolute. Il messaggio più chiaro che emerge da questa enorme mole di dati è saggezza vecchia come il mondo: le buone relazioni ci mantengono felici e sono positive per la salute ed il benessere.
Come può declinare un’ Amministrazione comunale in azioni concrete questo obiettivo?
Progettiamo una città nella quale i cittadini abbiano opportunità eccellenti d’istruzione, di aggiornamento e di sentirsi parte del sapere umano; ma anche una città connessa con i territori limitrofi, fino al concetto di “città europea”; una città connessa alla rete, alla conoscenza, dove i cittadini sono in relazione diretta con le istituzioni; una città dove la cultura rappresenta un modo per essere parte del mondo, così come lo sport diventa occasione non soltanto di attività salutare fisica ma momento educativo, di relazione e partecipazione.
“La Connessione fa parte del nostro patrimonio biologico: durante la crescita, essere connessi significa prosperare emotivamente, fisicamente, spiritualmente ed intellettualmente”.
Creare una CULTURA della connessione Crediamo che una buona amministrazione abbia il dovere di rispondere a questa domanda: “Che cosa vogliamo ottenere e come?” Tutti noi abbiamo delle aspirazioni e perseguiamo degli obiettivi per raggiungere dei traguardi. “Mind the gap”, “Riempi il vuoto” è l’espressione che vorremmo tenere ben presente per colmare lo spazio tra il luogo in cui siamo e quello che
vorremmo raggiungere. Si dibatte spesso sull’importanza della strategia e della cultura. La strategia è il piano da seguire ed i passi da affrontare per raggiungere una meta. La cultura, a nostro avviso, riguarda meno ciò che vogliamo ottenere e molto più “chi siamo”.
Contrapporre questi due elementi crea una falsa dicotomia poiché riteniamo che “chi siamo” sia importante tanto quanto “cosa vogliamo ottenere”.
“Con la cultura si mangia”, “per rilanciare Pordenone occorre puntare sulla Cultura”, “la cultura è un grande indotto e crea lavoro” sono solo alcune varianti della ricetta più in voga tra i cuochi che si propongono alla cucina della città! La nostra chiave di lettura parte da un altro presupposto ed evidenzia il bisogno di occuparsi di Cultura A PRESCINDERE, ben diverso dal motivarne una spesa per un mero ritorno economico ed occupazionale. Quello che vorremmo ottenere è prestare particolare cura alla sfera culturale.
In questi anni di attivismo abbiamo incontrato molti artisti nel campo della musica, danza, teatro, fumetto creando delle sinergie stimolanti. Allo stesso tempo abbiamo respirato insieme l’insoddisfazione di non identificare nel soggetto pubblico quel partner di riferimento necessario per proporsi e proporre creatività e innovazione.
In altre parole, abbiamo riscontrato che anche in ambito culturale vengono perseverate dinamiche opportunistiche, scambi relazionali di potere e favoritismi insopportabili, che nel loro necessario meccanismo di autoconservazione vanno a ledere irreversibilmente le numerose istanze di rivoluzione culturale della Città.
L’arte è una lingua capace di andare oltre la comunicazione convenzionale e di arrivare dove altre forme di contatto non arrivano; non ha barriere perché fa breccia nei pregiudizi, fa cadere qualunque maschera e rinnova il pensiero. E’ una delle fonti di progresso della società.
Siamo profondamente preoccupati per la spirale di violenza nella vita di tutti i giorni. Mentre si pianificano corsi per la risoluzione dei conflitti, ed i governi cercano di fermare i tafferugli lungo i confini, noi siamo immersi nella violenza: nelle strade, nelle case, a scuola.
Allora perché non affrontare davvero il problema giorno per giorno? Perché non usare quell’unica lingua comune che ci ha più volte dimostrato di poter abbattere i confini e arrivare direttamente al centro delle persone? “E’ stata usata l’arte come ciliegina sulla torta. Invece deve essere il lievito.” Vogliamo “usare” l’arte e fare in modo che penetri davvero nel nostro tessuto relazionale quotidiano.
Ci proponiamo quindi di cambiare rotta, arricchendo le manifestazioni di successo già esistenti, ma spalancando le porte dei luoghi già adibiti alla promozione della cultura trasformandoli in luoghi di produzione della stessa e grazie all’apporto di tutti, singoli e associazioni. Anziché svuotati della presenza umana come sono oggi, vogliamo che questi luoghi vengano riempiti di nuove iniziative, siano trasformati in fucine di nuovi laboratori per tutte le fasce di età, di artisti multidisciplinari, di pubblico attivo. Tutto ciò sarà finalizzato alla ripartenza di un meccanismo virtuoso di sensibilizzazione ed educazione civica alla pace, alla responsabilità sociale e alla multiculturalità, che Pordenone giustamente pretende da tempo.
Abbiamo bisogno di risorse economiche per realizzare questo obiettivo, occorre sburocratizzare le procedure, è necessario trovare nuove figure specifiche che costruiscano rapporti e progetti stabili di collegamento con altri partner e istituzioni nazionali e internazionali. Non possiamo più considerare Pordenone solo una Città di provincia, ma una Città europea. Dovremo quindi partecipare massicciamente a bandi europei di finanziamento, trovare sponsorizzazioni esterne, organizzare missioni presso altre città limitrofe, innovarci e renderci competitivi. Ce la potremo fare solo se riacquisteremo il coraggio e la lungimiranza di praticare le enormi potenzialità artistiche che già abbiamo, in modo reale, libero e a beneficio di tutti. E’ fondamentale investire qui e promuoverci, al fine di presentare un’offerta culturale alla Città che tenga conto degli interessi e della sensibilità di ciascun cittadino. Ciò si concretizza sia stimolando il territorio con produzioni extra-territoriali, ma anche e soprattutto promuovendo e sostenendo la produzione culturale locale.
L’ amministrazione uscente ha trascurato quest’ultimo fondamentaletassello , creando un muro immotivato fra essa stessa e gli artisti locali. Sostenere la produzione culturale locale significa innanzitutto investire sul proprio territorio, valorizzando e diffondendo ciò che di valido la comunità locale già produce. Ciò significa inoltre rafforzare la connessione fra arte e territorio, ovvero fra artista e spettatore, creando una rete virtuosa tesa al raggiungimento di una maggiore comprensione della realtà e a promuovere il Cittadino da spettatore a produttore d’arte egli stesso.
Il Movimento 5 Stelle di Pordenone userà questa pietra miliare per favorire e dunque dare priorità di investimento ai progetti e alle associazioni culturali che saranno maggiormente in linea con questa visione politica.
”In un momento in cui la crisi economica nazionale e internazionale si sta trasformando in una vera e propria crisi culturale, in una mancanza di idee e di iniziative, puntiamo sulla militanza, sulla condivisione di valori comuni e sulla partecipazione attiva”.
Un Comune più attento ai promotori di Cultura e agli artisti locali Una delle prime azioni da fare sarà censire tutti i soggetti che, a vario titolo, producono e promuovono arte e cultura sul territorio al fine di mettere in rete, creando luoghi comuni di incontro e scambio di pensiero, organizzando conferenze cadenzate e predisponendo appositi canali informatici gestiti dall’Amministrazione comunale.
Occorrerà successivamente operare per:
• Attuare processi di scelta e di sostegno dei progetti culturali presentati spontaneamente dai Cittadini che siano democratici, trasparenti, pubblici, attraverso la preordinazione di un regolamento condiviso e partecipato sulle linee guida generali, le graduatorie, i criteri di assegnazione dei punteggi e gli altri strumenti di verifica e controllo interni ed esterni;
• Costituire una Commissione culturale comunale variamente e pariteticamente composta, che formuli e valuti nuove proposte, proponga contenuti importanti e si assuma il compito di attivo “fundraiser” in ambiti nazionale e internazionale nonché di committente finale;
• Progettare gemellaggi e scambi culturali tematici a livelli intra ed extra regionale con enti, istituzioni, accademie, scuole e implementare progetti scolastici già in essere;
• Potenziare i musei civici cittadini e affiancare alla loro direzione meramente amministrativa anche una direzione a caratterizzazione artistico-consultiva, che attui una programmazione pluriennale degli eventi ospitati con progetti fra essi condivisi e coinvolga maggiormente i Cittadini;
• Semplificare l’iter burocratico per accedere alle strutture comunali e favorire l’accesso alle stesse per le associazioni culturali che lavorano sul territorio;
• Istituire un Banco culturale, ovvero uno spazio ove i Cittadini cedano gratuitamente il proprio materiale librario e cinematografico dismesso, da destinare liberamente ai centri per anziani, agli ospedali, al carcere e alle altre realtà bisognose;
• Predisporre un Baratto culturale, ovvero la possibilità per i Cittadini di trovare uno sportello dove depositare e scambiare gratuitamente le proprie idee, iniziative e progetti con gli altri e dare avvio ad altre forme di attivismo culturale;
• Biglietto di ingresso gratuito per i minori;
• Stimolare le associazioni culturali ad interfacciarsi e collaborare senza rivalità, nonché a cooperare su progetti complessi e produzioni multidisciplinari;
• Attirare capitali e risorse economiche attraverso l’utilizzo di fondi europei e nazionali ed attuare nuove strategie di sponsorizzazione privata degli eventi.
“Io vado a teatro per vedermi, sul palcoscenico, quale non saprei – o non oserei – vedermi o immaginarmi, e tuttavia quale so di essere.”(Jean Genet)
Il futuro del Teatro Verdi
Rappresentante e propulsore di questa visione politica deve essere soprattutto il Teatro Verdi.
Il Movimento 5 Stelle di Pordenone ritiene che il futuro del Teatro cittadino debba svilupparsi lungo due attività parallele e parimenti importanti: certamente quella già collaudata della promozione culturale, data dall’organizzazione della stagione sinfonica, della prosa, della rassegna per i bambini e degli eventi speciali; ma anche quella, del tutto nuova e attesa, della creazione di un Teatro di produzione.
Noi pensiamo che esso debba accogliere gli artisti nei propri spazi, li debba far crescere artisticamente e li debba accompagnare alla ribalta nazionale e internazionale. Pordenone potrà così anche specificarsi come produttore teatrale, come già Trieste; Udine, Gorizia hanno fatto con i propri Teatri.
Tra le vie della nostra città ci sono persone meritevoli e capaci di contribuire al progresso civile e democratico di Pordenone, e lo  vogliono fare direttamente anche attraverso il suo Teatro, attraverso:
• Creazione di una compagnia teatrale, una musicale pluristrumentista e una di danza pluridisciplinare in seno al Teatro Verdi, tutte permanenti, trans-generazionali e multiculturali, che siano connotate da specificità dell’offerta, massima economicità finanziaria e competitività artistica rispetto ad altre realtà teatrali regionali, nazionali e internazionali;
• Concessione dell’utilizzo agevolato o gratuito di taluni spazi del Teatro Verdi alle compagnie locali e non, per eseguire prove di spettacoli a fronte della loro replica gratuita una volta compiutamente allestiti e da inserire nel proprio programma;
• Istituzione di un palio teatrale studentesco annuale su tematiche sensibili che coinvolgano tutte le scuole di ogni ordine e grado della Città;
• Organizzazione di un Festival di Teatro pordenonese, che riassuma e presenti alla Città il lavoro così prodotto e lo metta in relazione con tutti gli altri partecipanti, temporalmente collocabile subito dopo il Festival “Brocante” in Val Colvera ed “Arti e Sapori” di Zoppola, in modo da convogliare l’enorme flusso di persone che questi ultimi muovono, con ricadute positive sull’economia cittadina;
• Coordinamento e complementarietà delle proprie attività con quelle dell’Auditorium Concordia, per creare un ventaglio organico di spettacoli.
”Aprire gli spazi comunali alla cittadinanza sburocratizzandone la concessione”.
Togliere lo smoking alla Cultura
Pordenone ha a disposizione spazi grandi e nuovi, ai quali il Cittadino accede per lo più in veste di fruitore passivo, spesso mosso solo dall’arrivo di nomi eclatanti. Non vogliamo che questo costume perduri e saremo solerti nel far evolvere i vari contenitori culturali in contenuti culturali. Il passo necessario da compiere è che ciascuno di noi senta la responsabilità di contribuire attivamente al progresso artistico locale, e una saggia Amministrazione a 5 Stelle saprà sostenere con ogni modalità i percorsi concreti affinché questo sentire trovi piena estrinsecazione e massima diffusione. Pordenone non vuole rinunciare alla propria multiforme identità storico-culturale, integrata nel nuovo orizzonte transfrontaliero; consapevoli di queste dinamiche, riconosceremo e tuteleremo ogni istanza tesa ad arricchire il progresso artistico-culturale attraverso:
• Utilizzo di taluni spazi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “A. Pizzinato” e della Galleria “Harry Bertoia” come luogo creativo per gli artisti locali della pittura, della scultura e dell’artigianato, ove essi stessi potranno esporre, depositare e pubblicizzare le proprie opere realizzate, creando così un circolo positivo di interesse e richiamo;
• Utilizzo dei locali e delle competenze della Biblioteca di Pordenone per organizzare laboratori o corsi di studio di durata sulla scrittura e la poesia, con l’istituzione di un apposito palio finale o concorso letterario annuale ben pubblicizzato, i cui lavori finali potranno essere inseriti nel Festival PordenoneLegge in modo da pubblicizzarli massimamente;
• Creazione di residenze artistiche, ovvero concessioni a canoni locatizi esigui di taluni locali comunali serviti e puliti per accogliere gli artisti che vengono da lontano, al fine di instaurare collaborazioni durature sulla base di un proficuo “coworking” culturale internazionale.
“Noi crediamo che la ricchezza del fumetto e la fusione con altre discipline (cinema, letteratura, fotografia, design, musica…) coinvolga un pubblico inesauribile e trasversale”.
Dare una costante visibilità e riconoscibilità mediatica alla città attraverso il FUMETTO
Il fumetto è un linguaggio vivo e diversificato, amato da grandi e piccini di tutte le estrazioni sociali e culturali, in continua evoluzione e in costante dialogo con altre discipline come musica, cinema, letteratura, poesia, architettura, scienze, giornalismo, storia, solidarietà e molto altro: è uno straordinario veicolo di avvicinamento alla cultura e di aggregazione sociale che permette di trattare temi anche complessi e difficili, in maniera comprensibile a tutti.
Vogliamo istituzionalizzare l’eccellenza pluridecennale del fumetto pordenonese in una struttura dedicata e polifunzionale didattico-storico-culturale, dove riunire le tante realtà attive sul territorio, per creare una proposta turistico-culturale innovativa e identificativa della Città a livello nazionale e internazionale.
Un luogo che proporrà continue iniziative trasversali ispirate dall’inesauribile fonte di argomenti scaturiti dal medium fumetto facendo rete con le altre realtà culturali del territorio e quelle analoghe a livello nazionale e internazionale: mostre, presentazioni, corsi professionali e ludici, workshop, incontri, performance che concilieranno arricchimento a evasione.
Un contenitore culturale moderno, in linea con le tendenze internazionali, da frequentare e vivere più che esclusivamente visitare, arricchito da servizi di conforto e ristoro a Km 0, spazio bimbi e corner shop a tema di promozione territoriale, libreria, fumetteria, oggettistica, artigianato locale.
“Ciò che vogliamo trasmettere è un’idea nuova di collaborazione tra soggetti privati, comunità, istituzioni e pubblico. Creare momenti quotidiani di “festa” e di incontro per tutti coloro che amano la musica
e che vivono da protagonisti Pordenone”.
Eventi MUSICALI diffusi in città
Una delle nostre priorità è quella di riportare la musica e più in generale l’intrattenimento dal vivo in città pur tutelando il diritto al riposo dei residenti. Negli ultimi anni a Pordenone abbiamo assistito alla contrapposizione di musicisti e commercianti da una parte e residenti del centro storico dall’altra. Siamo fermamente convinti che non sia necessario abbracciare uno dei due schieramenti e che il compito dell’amministrazione sia quello di trovare un punto d’incontro tra le compagini per rispettare le esigenze di tutti i cittadini.
Come attivisti ci siamo rivolti allo sportello comunale e all’Arpa, constatando la complessità dell’attuale legislazione in materia. Oltre al Piano comunale di classificazione acustica (PCCA) di cui si è dotato il Comune da pochi mesi, vi è il decreto del 1 marzo 1991, che suddivide il territorio in sole due categorie, assegnando alla zona centrale un limite 65 dB nelle ore diurne e 55 dB nelle ore notturne, in aperto contrasto con il regolamento comunale che pone un limite di 70 decibel all’interno e 40 decibel all’esterno dei locali senza distinzione fra ore diurne o notturne per i pubblici esercizi con residenze nelle vicinanze, nonché l’obbligo di cessare la musica entro le 23.30. Inoltre, nel 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le linee guida del rumore notturno per l’Europa, sottolineando come l’inquinamento acustico sia di fatto nocivo alla salute e alla qualità della vita dei cittadini.
Seppur nel pieno rispetto del diritto al riposo dei cittadini pordenonesi è importante chiedersi come organizzare eventi nel centro città vestendo i panni di un comune gestore che desidera organizzare concerti all’interno del suo locale. Abbiamo condotto un’indagine e misurato i decibel nei locali del centro, constatando che il limite veniva superato anche in assenza di musica dal vivo.
Innanzitutto è necessario identificare i luoghi che possano ospitare eventi musicali ma allo stesso tempo non impediscano il diritto al riposo dei residenti. L’imbarcadero sul fiume Noncello, oltre ad essere una cornice suggestiva possiede una “barriera acustica” naturale, ed è sufficientemente isolato dalle abitazioni residenziali limitrofe. Esso possiede inoltre un collegamento diretto sotto Via Rivierasca che consente di lasciare l’automobile al parcheggio Marcolin e raggiungere a piedi e in sicurezza l’area.
Ci impegniamo dunque a promuovere l’utilizzo dell’Imbarcadero del fiume Noncello per proporre eventi musicali, teatrali e di intrattenimento, utilizzando un palco stabile durante tutto il periodo estivo.
Una soluzione per dare spazio ad eventi musicali al chiuso è anche incentivare gli interventi di
insonorizzazione nei locali, creando e mantenendo un gruppo d’acquisto. Tale misura consentirà ai gestori di stare al riparo da sanzioni senza limiti di orario e altresì tutelare il diritto al riposo dei vicini di casa.
Un patto per la comunità potrebbe, durante i mesi estivi, concretizzarsi in una
concessione più generosa di deroghe per il superamento dei limiti sonori, soprattutto durante le ore tardo
pomeridiane in modo che le esibizioni musicali terminino prima degli usuali orari di riposo,
magari alternando le deroghe in luoghi diversi della città.
Attualmente un gestore che vuole organizzare una rassegna musicale nel suo locale deve, per mettersi a riparo da eventuali sanzioni, presentare una richiesta di deroga direttamente al Sindaco che ha la facoltà di imporre relative prescrizioni e orari.
Pertanto riteniamo che per rivitalizzare la nostra città nel rispetto delle leggi riguardo alle emissioni sonore ed evitando di arrecare disturbo ai residenti sia necessario redarre una
mappatura dei cosiddetti “non luoghi” della città, ovvero piazze, slarghi, corti e in generale superfici attualmente inutilizzate ma che, potenzialmente, potrebbero trasformarsi in luoghi di aggregazione, capaci di ospitare iniziative culturali, mercatini, piccole manifestazioni, provando a suggerire soluzioni alternative per il loro riutilizzo, in modo da farli rivivere anche per rispondere alle esigenze dei commercianti, delle associazioni e, perché no, anche dei singoli cittadini che sentono di poter dare qualcosa al proprio territorio.
Oltre a rivedere il regolamento per le attività rumorose cittadine concedendo deroghe decibel in orari diurni o tardo pomeridiani, occorre snellire di fatto la procedura per ottenere tali deroghe e l’onere del costo
(circa 46 euro). Occorrono inoltre accertamenti sui volumi realizzati con l’adeguata strumentazione fonometrica.
Vorremmo sperimentare un modello che abbia tra le sue finalità quella di semplificare e rendere meno onerose le procedure per l’organizzazione di eventi, in modo da arricchire l’offerta.
Concessione di agevolazioni (es. suolo pubblico, sostegno alla pubblicità, sconto sulla tassa rifiuti…) ai gestori organizzatori di eventi.
Un regolamento semplice e conosciuto evita le guerre campali tra chi organizza eventi e i residenti, diminuendo il conflitto sociale generato da bisogni diversi. Sarebbe un grande passo in avanti potersi rivolgere ad uno sportello unico per il pubblico spettacolo con una procedura
burocratica unificata per ottenere i permessi.
Una delle proposte cardine è inoltre la predisposizione di zone SIAE FREE che potrebbero attuarsi con una convenzione Comune/SIAE . Queste aree verrebbero veicolate sui canali del comune mediante la creazione di un calendario programmatico delle esibizioni, ruotando in vari punti della città, senza escludere un progetto di programmazione dal basso (autocandidatura di band emergenti attraverso una richiesta in comune).
Pordenone potrebbe essere ricca di musica durante tutto l’anno. Passando attraverso il coinvolgimento della cittadinanza attiva si può riconvertire un territorio sotto il profilo culturale, sociale ed economico. Siamo convinti che come amministratori che hanno davvero a cuore l’attrattività e la vivacità della nostra comunità, occorra revisionare gli articoli del regolamento comunale, rendendolo più chiaro e fruibile alla cittadinanza.
Vogliamo poter pensare alla musica non come a un problema ma, ben gestita, ad una grande opportunità. Secondo David Byrne “ogni performance trova forma all’interno di uno specifico ambiente e per questo dovremmo prestare maggiore attenzione a percepire e scegliere la musica più adatta ad inserirsi in uno specifico contesto.
“Crediamo nei messaggi universali legati ai luoghi con i quali chiunque possa entrare in contatto e sentirsi connesso alla città”.
Promozione di forme di “street art” nei luoghi disagiati o marginali della Città contro la ghettizzazione urbana.
Vorremmo mettere a disposizione spazi aperti quali muri, facciate, pavimentazioni, scuole per creare lavori artistici ispirati alla street art ed ai graffiti. Utilizzare le bacheche comunali dismesse disseminate nella città, gli spazi urbani abbandonati ma sotto gli occhi di tutti per dare spazio a nuovi artisti emergenti. Con queste forme si possono infrangere gli stereotipi che tutti conosciamo e lasciarsi contagiare dalla bellezza di un messaggio che non occorre tradurre e che come altre forme d’arte si può apprezzare anche senza capirne il significato.
“L’istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev’essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini” (L.Luttazzi)
La vita: ISTRUZIONE per l’uso
È sulla scuola che le civiltà più effervescenti ed ottimiste hanno sempre investito, poiché avevano profonda coscienza del proprio valore. Al contrario, negli ultimi anni, l’Italia ha disinvestito e dunque ha tolto rilevanza sociale e gratificazione morale alla scuola. Gli esempi dello spoglio della funzione cardine della scuola sono le riforme che, negli ultimi 18 anni, hanno contrassegnato ciò che in realtà è stata una “controriforma” per il progresso dell’insegnamento e dell’apprendimento: da ultime la legge Gelmini berlusconiana e la cd. “Buona scuola” renziana, quest’ultima deficitaria in troppi elementi.
Da Cittadini vorremmo una scuola che permetta alle generazioni future di esser critici, una scuola che educhi all’autonomia e alla libertà di pensiero.
L’ articolo 3 della costituzione,secondo comma, recita:
“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Senza una istruzione pubblica libera e pluralista il giovane cittadino non può ricevere gli strumenti adeguati per costruire consapevolmente la propria crescita personale, né il proprio ruolo né il proprio destino nella società cui appartiene. Riprendendo il dettame della nostra Carta fondamentale, è per questo che essa sancisce, all’art. 34, comma 3, che “ I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” e, al comma 4, “La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.
Istruzione tuttavia non è solo assicurare l’ora di didattica in classe, è un insieme di servizi offerti dall’amministrazione che fanno sì che il servizio educativo sia completo ed efficace. I servizi all’istruzione, come i trasporti e il servizio mensa, sono elementi indispensabili per garantire non solo l’attività didattica, ma una completa offerta formativa.
“Gli studenti meritano edifici adeguati, sicuri, pieni di luce e sani. È un gesto fondamentale che significa credere nelle possibilità umane”.
Una Scuola sicura e dignitosa Genitori e insegnanti segnalano una situazione preoccupante degli edifici scolastici: in classe mancano i gessetti, nei bagni la carta igienica, la mancanza di manutenzione ordinaria spesso ostacola il corretto compimento delle attività didattiche.
Sempre più spesso viene chiesto ai genitori di contribuire, sia economicamente, sia prestandosi
ad effettuare interventi presso le scuole frequentate dai loro figli. Tale attività, seppur lodevole, non può diventare una prassi. I genitori, come contribuenti innanzitutto, hanno il diritto di pretendere un servizio educativo pubblico decoroso.
Dalle nostre indagini l’amministrazione comunale uscente in questi anni ha destinato risorse inadeguate per la manutenzione ordinaria delle scuole: circa 140 mila euro l’anno per 27 fabbricati. Ciò significa una media di soli 5 mila euro a fabbricato all’anno.
È nostro preciso impegno assicurare scuole sicure e sane agli studenti ed al personale docente, al quale spesso è affidato il compito di tamponare le carenze degli istituti scolastici.
Occorre inoltre attuare la completa riqualificazione energetica e strutturale antisismica e degli spazi esterni (giardini) di tutti gli edifici scolastici di qualsiasi ordine e grado, con particolare attenzione agli asili nidi e alle scuole dell’Infanzia e Primarie.

 

“Quando la vergogna vene usata come strumento tramite bullismo bisogna intervenire e farlo senza vergogna, poiché questo può salvare non solo chi è oggetto di maltrattamenti ma l’intera comunità”.
Prevenire fenomeni di emarginazione e bullismo
Pordenone è tristemente salita agli onori della cronaca anche per alcuni fatti legati al tema del bullismo. Un’amministrazione comunale non può rimanere immobile, deve collaborare a prevenire l’estensione di questo fenomeno e collaborare alla risoluzione dei casi esistenti.
É dunque necessario sviluppare azioni di sensibilizzazione che portino alla conoscenza, prevenzione e azione che coinvolgano tutti gli attori interessati (gli studenti e le loro famiglie, il Comune e gli istituti scolastici, il tribunale per i minori, le forze dell’ordine).
È altresì necessario un serio stanziamento di fondi regionali e comunali per la formazione del corpo insegnanti in percorsi di aiuto e riconoscimento delle difficoltà oggettive degli studenti.
Proponiamo dunque l’attuazione di un protocollo nel nostro comune, suddiviso in tre percorsi:
• La prevenzione, che prevede incontri e laboratori per riconoscere i comportamenti a rischio;
• Il contenimento, che prevede il contatto diretto tra gli istituti scolastici e gli allievi interessati ed i loro familiari ed eventualmente con la segnalazione ai servizi sociali. Se questa prima fase non ottiene risultati si passa ad un’azione di ammonimento da parte del questore;
• Il ricorso in giudizio, che prevede, nel caso in cui i primi due i percorsi risultino fallimentari, l’intervento del tribunale dei minori in quanto si considera il fenomeno del bullismo alla stregua degli atti persecutori di cui all’articolo 612 bis del codice penale, reato perseguibile d’ufficio.
“Dovremmo incoraggiare i nostri figli ad esplorare il maggior numero possibile di vie, alla scoperta dei loro talenti e passioni reali” .
Una scuola aperta ad Educazione diffusa
Un’azione importante è quella di dare la possibilità alle associazioni culturali, a fini esplicitamente educativi, di utilizzare gli spazi scolastici fuori dagli orari di lezione. Il recupero di arti e mestieri relativi al mondo dell’artigianato ad esempio, spesso non incluse nelle offerte didattiche degli istituti, potrebbero essere un ottimo collante e promuovere una connessione intergenerazionale. Altre azioni:
• Sostegno alla genitorialità (incontri per promozione e collaborazione tra educatori, insegnanti e genitori. Promuovere conferenze con esperti in tema di disagi giovanili);
• Educazione all’alfabetizzazione emozionale, alla socialità, al senso civico e allo scambio generazionale;
• Promuovere progetti di integrazione tra scuola e territorio (aziende, enti pubblici, ecc.);
• Promuovere con incontri, soprattutto dedicate alle fasce d’età più giovani, l’ educazione civica, a nostro avviso troppo trascurata nel percorso educativo “standard” delle scuole pubbliche.
“Ripartire dalle scuole per educare ad un’ alimentazione sana, responsabile e sostenibile”.
Servizi alla Scuola
In un continente in cui ormai il 26% degli adulti è in sovrappeso, bisogna ripartire dalle scuole per educare i più giovani ad un’alimentazione dove zuccheri e sali aggiunti siano presenti il meno possibile. Il programma per portare frutta e verdura nelle mense scolastiche dei bambini tra i 6 e gli 11 anni approvato dal Parlamento Europeo, grazie al lavoro dei nostri portavoce, rispetta i requisiti chiesti dal Movimento 5 Stelle: sostenibilità, stagionalità, km zero, criteri etici nella selezione dei prodotti e niente additivi. Ora che il programma è istituito (all’Italia andranno circa 25 milioni), ci impegneremo in modo che a livello locale sia applicato nel migliore dei modi sostenendo, in maniera concreta, una serie di iniziative per incoraggiare
un’alimentazione sana ed equilibrata sin dalla fase in cui i bambini formano le loro abitudini alimentari. Tra queste, la visita di fattorie didattiche e la creazione di orti scolastici. Al fine di creare un lavoro concertato per sensibilizzare le famiglie ad una sana nutrizione, verranno promosse le attività di associazioni che promuovano conferenze sul tema ed informazione a scuola. Sarà nostra cura verificare l’effettiva possibilità di poter offrire menu adatti a chi soffre di intolleranze alimentari ed alla possibilità di scegliere, per chiunque lo desideri e a prescindere dalla salute e dalla religione, menù vegetariani o vegani.
Verranno formulate proposte per evitare lo spreco alimentare e per produrre meno rifiuti (buone pratiche per la diffusione di piatti e posate riciclabili).
“Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport SENZA discriminazioni di alcun genere”.
Diffondere la cultura dello SPORT cittadino
Lo sport è un momento di aggregazione ed integrazione, è componente fondamentale del concetto di “Città connessa”. Lo sport come educazione e come mezzo per trasmettere valori quali lealtà, amicizia, condivisione e solidarietà. Lo sport come modello di vita etica nel rispetto di sé e degli altri. Lo sport per promuovere una vita sana sia sotto l’aspetto fisico che mentale.
In questo senso occorre promuovere principalmente la pratica sportiva di base, mediante la collaborazione con altri attori quali UTI, CONI, le istituzioni scolastiche e le Associazioni Sportive Dilettantistiche, per favorire lo sport giovanile anche al di fuori degli orari scolastici.
“Prima di sostenere lo sport professionistico occorre diffondere lo sport tra i cittadini. Questo favorirà anche tutte quelle strutture e società che fanno dello sport un lavoro”.
Allo sport occorrono innanzitutto strutture
Non nuove opere faraoniche ma organizzazione, qualificazione e gestione condivisa delle attuali,
oltre ad una attenta valutazione di nuove proposte, a livello di quartiere, ove si riscontrino delle
nuove esigenze. L’organizzazione delle strutture esistenti andrà rivista dando priorità di gestione
ad associazioni sportive e di quartiere e successivamente a società a scopo di lucro perché lo
sport deve essere di tutti.
Sarà necessario riqualificare e adeguare tutti gli impianti sportivi alle normative per le
manifestazioni sportive, sia quelli principali (stadio-velodromo Ottavio Bottecchia, Forum-
palasport Crisafulli, Palamarmi, complesso ex-fiera), sia gli impianti di quartiere e scolastici di
qualsiasi attività sportiva.
Si andrà anche a riqualificare ed integrare gli spazi comuni, quali i parchi pubblici di San Valentino e Galvani, ove garantire accessi liberi e non strutturati per pratiche sportive individuali o di gruppo.
Con i dirigenti scolastici si dovrà ricercare un efficiente, sicuro ed efficace impiego delle palestre delle strutture scolastiche con particolare attenzione alle esigenze dei quartieri ove insistono i plessi.
“Introduzione di un sistema di valutazione dell’uso degli impianti sportivi e ricreativi comunali dati in concessione”.
Evitare inutili sprechi
Si dovrà evitare controproducenti sovrapposizioni favorendo nel contempo anche la diffusione degli sport minori. In fase di concessione degli spazi si dovrà effettuare una verifica degli impegni precedentemente sottoscritti dagli utilizzatori, prevedendo quindi il diniego o l’annullamento di concessioni ove ci fosse stata una mancata valorizzazione degli impianti o una speculazione. Questo permetterà anche un impegno economico del Comune mirato a sostenere chi si rende disponibile a questo piano e ne ha effettivamente bisogno evitando quindi inutili sprechi. Il Comune impiegherà il proprio sito web per la diffusione di tutte le iniziative concertate.
”Rendere tutti i dati facilmente accessibili al cittadino”.
Una amministrazione trasparente
I costi di utilizzo e i canoni di locazione delle strutture saranno resi disponibili dall’Amministrazione Comunale entro il 30 Giugno di ogni anno, al fine di permettere ai singoli soggetti una corretta programmazione economica delle loro attività. Entro il mese di Dicembre di ogni anno l’Amministrazione potrà rivedere le tariffe, sia in positivo che in negativo, entro i due punti in percentuale. Si ricercherà una politica di contenimento dei costi che permetta ai soggetti di proseguire nelle loro attività.
“Creare le occasioni per ritrovare, scoprire lo sport in tutte le suediscipline, dalle classiche a quelle affermate come nuove tendenze”.
Le Giornate dello Sport, salute e socialità
Pordenone è una fucina di campioni di livello internazionale dai quali non solo i ragazzi ma tutti i cittadini possono trarre ispirazione. Il Comune si farà carico di promuovere lo sport mediante delle “Giornate dello Sport” ove permettere a tutti i cittadini di conoscere e provare le varie proposte individuate ai punti precedenti.
Si promuoveranno eventi che principalmente permettano alle Società Sportive della nostra città di mettersi in evidenza ma anche che possano essere di stimolo verso nuove proposte.
Una particolare attenzione sarà rivolta di concreto con le Federazioni Sportive e gli Enti di Promozione Sportiva del CONI, alla formazione dei dirigenti sportivi ed alla formazione nella gestione amministrativa delle Associazioni Sportive Dilettantistiche.

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