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Città Bene-stante

★★UNA CITTÀ BENE-STANTE

Noi crediamo che lo “stare bene” sia il minimo da cui partire. Quando il cittadino migliora la qualità della sua vita e sta bene, i conflitti si riducono e le risorse fioriscono: si pongono così le basi per una società civile, moderna e creativa. “Promuovere la miglior salute per tutti”.
Progettiamo una città nella quale i cittadini abbiano la possibilità di “stare bene” su tutti i livelli. Una Sanità efficiente è un aspetto fondamentale, da cui non si può prescindere, ma non è l’unico: una città che fa stare bene è una città che offre servizi adeguati alla persona, alla famiglia, ai lavoratori, alle fasce deboli e alle aziende. Una città che fa stare bene è una città
che contrasta le forme di dipendenza e che investe negli stili di vita salutari e in prevenzione; così come investe in sicurezza, in energia pulita e nella riduzione dell’inquinamento urbano.
“Prevenzione e Benessere”.

SALUTE E SANITÀ

Sull’onda della giustificazione – spesso ingannevole e manipolatoria – della “riduzione dei costi”, stiamo assistendo negli ultimi anni ad una progressiva distruzione della Sanità Pubblica.
Riduzione dei “posti letto”, carenza di personale, mancato rinnovo del personale, chiusura di reparti e strutture. Con quale conseguenza? Personale sanitario sempre più sotto pressione, dis-umanizzazione del rapporto con l’ammalato (ormai considerato da tempo un “posto letto”) e liste d’attesa a volte incredibili: non è accettabile che anche nel nostro ospedale cittadino per determinate visite specialistiche, un paziente debba attendere diversi mesi; salvo la possibilità
di avere la medesima visita in pochi giorni, se vi accede privatamente! Per noi questa non può essere definita Sanità Pubblica!
Il Movimento 5 Stelle combatte da sempre lo “spreco di risorse” e i “costi inutili”, ma non confonde questi principi con il lesinare sulla salute dei cittadini! Nei limiti dei poteri dell’amministrazione comunale, il nostro impegno sarà quello di:
Promuovere l’efficienza sanitaria attraverso un miglior collegamento tra ospedale, territorio e servizi sociali, e attraversoun’informazione aggiornata che renda più facilmente accessibili i vari servizi.

Nuovo Ospedale

Sarà una delle nostre priorità monitorare attentamente le sorti del progetto del Nuovo Ospedale.
È diventata ormai una storia infinita, quella del nuovo ospedale. Evidentemente, interessi troppo diversi tra le parti in gioco hanno fatto perdere anni di tempo, a discapito, purtroppo dei cittadini e degli operatori sanitari. La prossima amministrazione raccoglie questa delicata eredità e avrà il dovere di partecipare attivamente alla realizzazione di una struttura degna del
suo compito.
Promuovere la salute sul posto di lavoro Attraverso il contrasto e la prevenzione dello stress da lavoro correlato. Il contesto professionale è diventato una delle principali fonti di stress: a volte per i carichi di lavoro, a volte per strutture inadeguate, a volte per le cattive relazioni, molto spesso per il semplice fatto che chi
dirige non sa dirigere. Lavoreremo, per questo, in sinergia con le organizzazioni di categorie e le organizzazioni sindacali. Adotteremo gli strumenti legislativi già esistenti a questo fine, ad esempio attraverso la valutazione dei dirigenti effettuata da parte del personale.
Promuovere la Prevenzione Primaria
Per la promozione della salute crediamo sia fondamentale promuovere in ogni forma la Prevenzione Primaria, attraverso campagne di sensibilizzazione e informazione. Azienda sanitaria, associazioni, ordini professionali vanno concertati al fine di promuovere una “cultura della salute”, perché, la salute, prima di tutto è un dovere verso se stessi. Promuovere, ad esempio, l’alimentazione sana e gli stili di vita più salutari; così come ogni altra forma di pratica o attitudine vitale: dallo sport alla cura delle relazioni, dalle pratiche energetiche alla costruzione di un progetto di vita di senso.
Farmacie Comunali
Valorizzare ed ampliare le potenzialità delle Farmacie Comunali quali erogatori di servizi sanitari al cittadino.

Prevenzione e contrasto alle dipendenze

Il fenomeno delle dipendenze è molto variegato e particolarmente difficile e complesso da affrontare. Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad un lieve calo sia del consumo di alcolici, sia dei consumi di sostanze stupefacenti, mentre vi è stata una crescita delle nuove dipendenze come il gioco d’azzardo compulsivo. Sono i giovani a rappresentare la fascia di popolazione maggiormente a rischio.
Una campagna contro le dipendenze va fatta senza distinzione tra sostanze psicoattive legali (alcol, tabacco), o illegali (sostanze stupefacenti), o comportamentali (gioco d’azzardo) perché quello che è lesivo per il consumatore è il comportamento che le dipendenze producono indipendentemente dalla sostanza.
Basti pensare che siamo invasi da pubblicità con l’indicazione di “bere” o “giocare”
responsabilmente, che di fatto incitano a comportamenti a rischio di dipendenza. Se fare uso di droghe porta ingenti guadagni nelle casse delle mafie è altresì vero che i proventi di altri consumi, sebbene legali, vadano in mano ad altre lobby.
Occorre mettere in atto una serie di progetti di prevenzione delle dipendenze e contrasto all’uso ed abuso di sostanze psicoattive, e attivare programmi di intervento precoce per identificare isoggetti più a rischio.
In particolare:
• Fare attività di informazione e formazione agli insegnanti;
• Attuare azioni di informazione e prevenzione nelle scuole e nei locali notturni per
promuovere tra i giovani la guida sicura;
• Promuovere, in collaborazione con le palestre cittadine, la prevenzione sul tema delle sostanze dopanti, sull’abuso di integratori alimentari e farmaci;
• Realizzare eventi culturali con l’obbiettivo di prevenire le dipendenze da uso ed abuso di sostanze psicoattive;
• Incentivare la promozione e facilitare l’accesso dei cittadini ai gruppi di auto-mutuo aiuto, per mettere in contatto persone che condividono lo stesso problema;
• Attivare un osservatorio per effettuare studi epidemiologici, statistici e sociologici
unendo dati provenienti dai SerT, da altri servizi pubblici e dal privato sociale che
operano nel settore delle dipendenze, a supporto dei SerT stessi con l’obiettivo di
conoscere meglio il fenomeno delle dipendenze;
• Fare rete coinvolgendo Enti pubblici, istituzioni scolastiche e sanitarie, parrocchie ed associazioni di volontariato, Prefettura e Questura.
Tra le varie dipendenze vogliamo porre un particolare accento sull’aumento progressivo del gioco d’azzardo patologico (GAP), avvenuto negli ultimi anni a causa dell’aumento dell’offerta.
Secondo il ministero della Salute in Italia ci sono 900mila persone già affette da questa patologia e circa 3 milioni di persone a rischio. Notevoli sono i costi sociali causati dal gioco d’azzardo (disturbi psicologici, crisi familiari, assenteismo, calo di produttività), con ricadute e costi anche per l’ amministrazione comunale. In Italia sono presenti circa 416 mila slot machine e 50 mila videolottery (VTL), un vero e proprio record mondiale!
L’attuale sistema normativo nazionale e regionale non è sufficiente a disciplinare la materia, occorre dunque intervenire anche a livello comunale.
Il Sindaco è il responsabile della salute dei cittadini, dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana. Nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle proprie attribuzioni, può compiere azioni mirate alla tutela della comunità, attuando politiche di prevenzione e disciplinando questa materia. Una buona amministrazione deve cercare di ridurre l’offerta, contenere l’accesso, informare il cittadino, attuare azioni culturali e preventive coinvolgendo i gestori e la cittadinanza.
Nello specifico pensiamo si possa:
• Ridurre la tassa sui rifiuti alle attività commerciali (bar, tabaccherie) che si impegnano a non installare slot machine e a quelle che decidono di eliminarle dai propri locali;
• Stanziare un fondo specifico per le attività commerciali che eliminano dai propri locali le slot allestendo al loro posto aree per ragazzi, aree svago, o iniziative di vario genere (es.librerie, laboratori…) a disposizione dei clienti;
• Contribuire all’installazione di nuove insegne pubblicitarie nei locali che rinunciano ad ospitare l’offerta di gioco d’azzardo, coinvolgendo le scuole primarie secondarie nella realizzazione di un logo che serva ad informare il consumatore sulla scelta etica delgestore;
• Offrire un maggior spazio pubblicitario per tutte le iniziative realizzate dalle attività commerciali che hanno scelto di aderire, tramite l’utilizzo di bacheche comunali e cartellonistica stradale;
• Aderire al “manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” che chiede una nuova legge nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta;
• Emanare un regolamento comunale che limiti la proliferazione dei centri scommesse e delle attività che installano slot, e che regoli le distanze dai luoghi sensibili e gli orari di
apertura.

Microcriminalità

Le azioni immediate che riteniamo necessarie e che riguardano le competenze
dell’amministrazione comunale sono:
• Verifica dei carichi di lavoro amministrativi della polizia municipale e valutare un più diffuso presidio del territorio, cercando di attuare maggiori sinergie e coordinamento con Polizia di Stato e Carabinieri;
• Ricavare dalla professionalità della Polizia municipale maggiore contrasto al degrado con l’obiettivo di una migliore convivenza civile, piuttosto di un impiego mirato solo a fare ammende, contravvenzioni o multe;
• Calendarizzare, attraverso gli strumenti a disposizione, Progetti di Formazione per gli agenti della polizia municipale per aumentarne il livello di operatività ed efficenza: corsi atti a migliorare la manualità nell’uso dell’arma in dotazione, pratiche di tiro istintivo ed estrazione, corsi per migliorare tecniche di disarmo, di autodifesa e per aumentare anche il livello di sicurezza degli operatori, corsi di osservazione e controllo atti a migliorare lapercezione e l’individuazione di situazioni potenzialmente a rischio;
• Introduzione della polizia di prossimità (vigile di quartiere)
ridistribuendo le unità operative nei principali quartieri della città anche attraverso l’attuazione di un percorsoconoscitivo tra l’Agente e gli abitanti dello specifico quartiere che verrà chiamato apresidiare, il tutto con un’approfondita valutazione del potenziamento degli organici;
• Creazione di un nucleo speciale per il controllo degli autotrasporti e delle condizioni disicurezza alle fermate dei pullman. Noi che privilegiamo l’uso del trasporto pubblicorispetto alla vettura privata, troppo spesso assistiamo a scene pericolose per gli autisti che sono chiamati a gestire dinamiche potenzialmente a rischio, non di loro competenza;
• Attuazione del progetto “Pordenone Sicura” attraverso l’attuazione di tavoli periodici su base volontaria, per offrire un confronto diretto tra gli amministratori, cittadini, volontari, mediatori culturali ed ex appartenenti delle FFAA, FFOO e FP, al fine di accogliere e valutare quante più istanze possibili atte al miglioramento del livello di sicurezza della Città;
• Verifica ed integrazione degli strumenti di Videosorveglianza dove necessario e incentivi per l’acquisto di apparecchi di sicurezza da parte degli esercizi commerciali esposti a rischi maggiori;
• Promozione di incontri pubblici nei quartieri tra i cittadini e colui che è chiamato ad operare per la loro sicurezza, creando momenti di vera formazione, con maggiore
attenzione alla parte più anziana della cittadinanza, su come attuare semplici
accorgimenti per evitare scippi, rapine, truffe ecc.

Criminalità Organizzata

Il contrasto della Criminalità Organizzata a carattere generale non è prettamente di competenza dell’Amministrazione Comunale, questo non deve però giustificare una non partecipazione attiva del Comune nella lotta alla stessa.
Il Comune deve essere parte attiva, avere tracciabilità di tutti i flussi finanziari di tutti i contratti pubblici (lavori, servizi, forniture, appalti e sub-appalti) con relativa pubblicazione online al fine di agevolare eventuali attività investigative.
• Analisi dei regolamenti comunali di ammissione alle gare di appalto assieme alla
prefettura, per un’approfondita valutazione sulla necessità di rivedere tali regole che dovrebbero essere imposte negli statuti delle società partecipate ove mancanti;
• Estensione delle regole previste per le aziende vincitrici di appalto, anche alle aziende sub-appaltatrici;
• Sensibilizzazione costante dell’opinione pubblica per creare un tessuto sociale impermeabile alle mafie partendo dall’attuazione di progetti scolastici col coinvolgimento totale dei soggetti che contrastano direttamente le associazioni malavitose (prefettura, polizia, finanza, carabinieri, ecc.).

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